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Le foto di Willy Ronis all’incanto


Un’asta monografica di 160 pezzi dall’archivio di famiglia di uno dei più noti cantori del quotidiano nella fotografia francese del Novecento

di Marta Galli

Per chi avesse pensato di mettersi in casa con l’arrivo del Natale una bella fotografia d’autore l’occasione è quella buona: l’asta di Willy Ronis presso la sede parigina di Artcurial è in programma per il prossimo 13 dicembre.

Ronis morì l’11 settembre 2009, solo qualche mese prima di compiere 100 anni. Assieme a colleghi come Henri Cartier-Bresson o Robert Doisneau rappresenta quel filone di fotografia umanistica che ritrasse la città di Parigi e la sua classe lavoratrice, impegnata in momenti di svago o di prosaica quotidianità.

L’asta in programma a Parigi (a cui si può partecipare online iscrivendosi al sito artcurial.com) è una rara monografica sull’opera dell’autore francese che, convinto si debba lasciare un’eredità alle future generazioni, ha consegnato tutto il suo lavoro alla Monnaie de Paris. Eccetto la collezione privata, 6000 fotografie originali che sono passate nelle mani del nipote Stéphane Kovalsky. Da questo corpus sono stati selezionati 160 pezzi che saranno offerti al pubblico con stime che in molti casi si aggirano tra mille e duemila euro. Tra queste diversi autoscatti, i reportage sulla lotta operaia, i ritratti di Picasso, Brassai o Cocteau.

Tra i lotti più ambiti invece Le petit Parisien, del 1952, un bimbo che corre con una baguette sotto braccio (stimato tra gli 8 mila e 9 mila euro), e Le nu provençal (10-11 mila euro) in una stampa del 1949 e la foto a due giovani amanti (Les amureux de la Bastille, 2500-3500 euro) il cui sguardo si perde nel panorama della città.