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L’arte e la macchina viaggiano sino a Lione


Al Museo delle Confluenze una mostra di dipinti, oggetti e video tra genio e tecnologia

di Luca Bergamin

La macchine industriali così come le tecnologie meccaniche hanno da sempre incuriosito, ispirato e influenzato gli artisti. Su questa stretta, proficua relazione tra “l’arte e la macchina” indaga la grande mostra autunnale del Musée des Confluences, esponendo oltre 170 opere disposte nei suoi 1500 metri quadrati di superficie: alcune installazioni guardano gli spettatori dall’alto dei loro 12 metri di altezza dal suolo. L’eccentrica  “Méta Maxi” di Tinguely addirittura… funziona tanto da essere messa in moto al termine del percorso.

Ci sono i dipinti, firmati tra gli altri da Monet, Léger, Picabia. Ci sono gli oggetti pensati e plasmati da Duchamp, César, Panamarenko. Tutte le opere dialogano con le immagini proiettate sul grande schermo di scene tratte da L’uomo con la macchina da presa di Vertov, Hugo Cabret di Scorsese, L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat di Louis Lumière, 2001 Odissea nello spazio di Kubrick, Ritorno al futuro di Zemeckis.

Per girare questi film, così come per realizzare i reportage fotografici sono servite macchine vere e proprie: ed ecco dunque la cinepresa Debrie-Parvo, gli apparecchi fotografici, dalla camera oscura alla 35 mm Leitz-Leica I, fare capolino in uno stanzino di fotografie e in un cinema drive-in accanto a opere di Alfred Stieglitz, René Jacques e Germaine Krull.

L’arte ha un po’ rubato alla tecnologia ma anche gli oggetti della vita quotidiana sono debitori nei confronti del genio creativo: lo dimostrano ad esempio il design della Citroen D.S., l’automobile firmata da Gabriel Orozco, oppure un’elica Breguet di quasi quattro metri di diametro, il motore Bugatti fuso in un blocco di alluminio, l’aliante Lilienthal, l’aeroplano Demoiselle di Santos-Dumont. Questo scambio continua con la ruota di biciletta di Marchel Duchamp, la ferrovia e le locomotive che sbuffano sulle tele di Claude Monet. Poi sarà la volta, a partire dal 1880, delle fotografie industriali di Alfred Stieglitz.

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L’Arte e la Macchina,

Musée des Confluences,

Lione sino al 24 gennaio