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Lang Lang e Hublot: al servizio dell’arte


Cinque domande al talentuoso pianista classico cinese che ama il metal, il Barça e i bambini. E suonare con 100 pianoforti. Per evitare la solitudine.

di Micol De Pas

Gestire le complicazioni è un mestiere arduo, tanto nell'esecuzione solitaria di brani dal coefficiente di difficoltà posizionato sulle lunghezze d'onda di Bach, Schubert e Mozart, quanto nell'arte di precisione dell'orologeria, dove lo stesso termine rende alla perfezione l'idea del lavoro maniacale alla base di quei meccanismi deliziosamente accessori dei segnatempo. Un inconveniente del mestiere, che il pianista Lang Lang e Hublot condividono, tanto da aver portato la maison a includere il talentuoso artista cinese nella sua famiglia, immaginando un orologio studiato apposta per lui. Cassa in ceramica nera, con la firma di Lang Lang nel quadrante, le sue iniziali diventano una semicroma stilizzata, per un pezzo prodotto in soli 88 esemplari, come i tasti del pianoforte. Più di un semplice cronografo, ma piuttosto la summa di un'arte, quella della Fusione, figlia della contemporaneità. L'obiettivo è fondere il retaggio del passato, rispettandone i canoni, e aggiungervi un ritmo nuovo, mischiando polimeri, metalli, ceramiche e leghe. Nel caso di Lang Lang, il ritmo di cui prima è ormai divenuto suo marchio di fabbrica, con una leggerezza ed una velocità che non tolgono nulla alla precisione millimetrica, e che sarà possibile ascoltare nelle prossime tappe del suo tour, il 26 Aprile a Zurigo e il 3 Maggio a Parigi. Di questo stile, e di molto altro, l'artista ha parlato ad Icon. Senza tralasciare un'inedita passione per il metal.

Partiamo da un incontro recente, quello con i Metallica, preceduto da Pharrell Williams. Com’è andata?

Ho avuto la fortuna di suonare con i Metallica due volte. La prima nel 2014 ai Grammy Awards e la seconda lo scorso gennaio a Pechino. Abbiamo suonato One: fantastico! Con Williams è stato stimolante.

In ambito classico, invece, ha ideato una tipologia di concerti particolare: 101 pianoforti insieme.

Il primo risale a circa dieci anni fa in Cina, e quando ho creato la mia fondazione questa esperienza è diventata parte fondamentale del lavoro: dopo una giornata di insegnamento e pratica sotto la mia guida, gli studenti si esibiscono in un concerto collettivo, un sogno per un giovane musicista. Come pianisti siamo così soli, abbiamo bisogno di qualcosa di simile a un’orchestra.

Perché ha creato una scuola per giovani pianisti?

Avevo il desiderio di restituire al mondo il grande dono che mi ha dato. E poi, la compagnia dei bambini mi piace (e io a loro!).

Lang Lang è anche un brand. Lo segue di persona?

Ho un team in Cina che lavora con me e un management team che mi aiuta a sviluppare la mia carriera nel mondo. Sono persone a cui devo molto, capaci e professionali. Ne sono orgoglioso.

E quando non si occupa di musica, cosa fa?

Quando non suono, passerei il tempo a guardare partite di calcio. Sono un tifoso del Barcellona. Il bel calcio mi appassiona e mi piace seguire quelle squadre che giocano in modo artistico, come se fosse una danza.