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L’American Academy in Rome alza il velo sugli afro italiani


Nella sede del Gianicolo Barbara Chase-Riboud e altri giovani artisti emergenti raccontano una generazione nuova

di Luca Bergamin

Si intitola Nero su bianco la mostra evento allestita nella sede dell’American Academy in Rome sul Colle del Gianicolo. Una scelta, quella operata dal presidente Mark Robbins, che nasce dal desiderio di rivelare anche artisticamente gli “afro italiani”: ormai l’Africa fa parte della nostra entità territoriale e spirituale, e non prenderne atto sarebbe un errore imperdonabile.  I costanti flussi migratori e le correnti artistiche espressione della comunità africana e americana stanno infatti cambiando l’Italia.

Si tratta dunque di uno sguardo quanto mai attuale su quella mescolanza, ancora piuttosto recente per l'Italia, che pone il Mediterraneo come luogo centrale dell'espressione artistica e culturale del meltin pot. Come si pone del resto l'American Academy in Rome già da tempo, nel tentativo di indagare i fenomeni culturali d'ibridazione, attraverso i lavori di artisti che sovvertono e problematizzano la narrazione e la storia convenzionali.

Curata da Lyle Ashton Harris, Peter Benson Miller e Robert Storr (già direttore artistico della Biennale di Venezia nel 2007) presenta le opere di Terry Adkins, Francesco Arena, Bridget Baker, Elisabetta Benassi, Adam Broomberg/Oliver Chanarin, Onyedika Chuke, Theo Eshetu, David Hammons, Lyle Ashton Harris, Emily Jacir, Invernomuto, Vincenzo Latronico/Armin Linke, Meleko Mokgosi, Dave McKenzie, Senam Okudzeto, Jebila Okongwu, Pietro Ruffo, Lorna Simpson, Giuseppe Stampone, Justin Thompson, Nari Ward, Carrie Mae Weems, Stanley Whitney, Fred Wilson.

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Nero su Bianco

American Academy in Rome

Sino al 19 luglio