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La sovversione del sensibile: l’arte secondo i giovani dell’Europa e del Mediterraneo


Nove proposte in mostra per pensare mondi possibili

di Micol De Pas

Cosa significa sovvertire il sensibile? A rispondere provano nove artisti che hanno esposto i propri lavori in precedenti edizioni della Biennale Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo. Lo fanno attraverso le loro opere, unite da un fil rouge, quello di indagare la relazione tra arte e politica, immaginando, come si legge nella presentazione alla mostra, "nuove configurazioni del visibile, del dicibile e del pensabile e, dunque, un paesaggio nuovo del possibile".

Poetico e politico si confrontano per diventare talvolta una cosa sola e produrre quelle finzioni necessarie a interpretare la realtà. Attraverso i mezzi più diversi, dal ricamo alla video installazione, l'autore diventa parte integrante dell'opera, che spesso parla di lui: la riflessione sul ruolo dell'artista e della sua posizione nel contesto sociale, culturale e urbano sono parte integrante del progetto artistico. E ora questi lavori sono esposti a Milano alla Fabbrica del vapore per la mostra dal titolo, appunto, La sovversione del sensibile, una sorta di rielaborazioni delle tesi di Jacques Rancière e della sua critica ai regimi di informazione in La distribuzione del sensibile.

Il ragionamento, proprio perché trae spunto dalla Biennale, proviene dalle regioni euro-mediterranee, dalla Gracia all'Islanda, dal Marocco alla Svizzera, dalla Turchia all'Italia.


La sovversione del sensibile, a cura di Marco Trulli

Fabbrica del vapore di Milano, fino all'11 gennaio