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La foce del Po e la Resistenza. In un film di Elisabetta Sgarbi


“Quando i tedeschi non sapevano nuotare”, storie poco note della pianura, tra Bassani, Bertolucci e Olmi

di Micol De Pas

C'è una zona intorno alla foce del Po che non ha ancora svelato tutta la sua storia. Almeno quella della Resistenza: terra di pianura, da molti era ritenuta come territorio impossibile per l'organizzazione partigiana. Ma invece non fu così: i suoi canali e quei luoghi intorno al fiume ne hanno ospitato una vera e propria, degna degli Appennini.

Dalla Strage del Castello di Ferrara, raccontata da Giorgio Bassani e ripresa nel film La lunga notte del 43 di Florestano Vancini, accanto alla liberazione del Comune di Bondeno, per mano di sole donne; la vicenda del vigliacco assassinio di Ludovico Ticchioni, ragazzo ferrarese di 17 anni o quella di Walter Feggi che consegnò agli alleati la minuta dei fondali del Delta; le testimonianze di chi ha visto i tedeschi annegare a migliaia nelle acque del Po e i film di Roberto Rossellini, Ermanno Olmi e Bernardo Bertolucci, che hanno dato voce a quei fatti, ricompongono oggi, nel 70esimo della Liberazione, i frammenti della Storia.

Anche in un film. Il titolo è Quando i tedeschi non sapevano nuotare, scritto e diretto da Elisabetta Sgarbi, che lo produce con la sua Betty Wrong insieme a Rai Cinema: materiale storico, racconti e testimonianze insieme alla ricostruzioni degli episodi, sono gli ingredienti di questo lavoro cinematografico, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma.

La voce recitante di Michela Cescon con le musiche di Franco Battiato e la fotografia di Andres Arce Maldonado ed Elio Bisignani ne fanno un progetto decisamente unico. Da vedere, il 22 aprile su Rai Storia, alle ore 22.30