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La Fabbrica di Cioccolato, polo per l’arte in Svizzera


Inaugura con le mostre di Anna Galtarossa e Daniel Gonzàlez, per la biennale Foreignness [Esetricità]

di Micol De Pas

Il 1903 è una data significativa per il paesino svizzero di Angio: aprono la prima centrale elettrica che illumina Angio, Torre e Aquila e la fabbrica di cioccolato Cima Norma. Dopo varie traversie, la fabbrica arriva al suo apice tra il 1950 e 60: produce 1500 tonnellate di cioccolata e impiega fino a 340 persone. Nel 1968 però lo stabilimento chiude le porte e cessa la produzione. Resta un monumento di archeologia industriale alle pendici delle Alpi Ticinesi. Che ora si trasforma per diventare un nuovopolo dell'ìarte contemporanea.

Ad aprire le attività di Fondazione Fabbrica di cioccolato è Foreignness, un progetto biennale a cura di Franco Marinotti, inteso come festival delle arti. Foreignness [Estericità] è un neologismo che vuole sottolineare diversi stati dell'essere stranieri: estraneo, straniero, avulso da un contesto.

Un'analisi delle arti, dunque, nel loro rapporto con il territorio che inizia con Anna Galtarossa, che presenta il suo viaggio onirico e avventuroso declinato nella sua opera Kamchatka 16, e Daniel Gonzàlez con Paper Building, un rivestimento in carta dell'intera facciata dell'edificio per sottrargli la sua identità storica. Entrambi gli artisti coinvolgeranno i partecipanti e gli artigiani della zona, creando un cortocircuito tra storia del luogo, straniamento e identità. Talmente stremo che Gonzàlez darà vita anche a un flash mob per ambulanze camion dei pompieri, auto della polizia, macchinari agricoli e auto private, per la sue Emergency Disco Gang Swiss: pericolo e divertimento si intrecciano.

L'appuntamento è per il 21 maggio alle ore 18

Fabbrica di cioccolato Torre Blenio, Svizzera