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Kraftwerk, arte sonora


Dal MoMA alla Tate passando per la natia Germania: la celebre band elettropop è di casa nei musei

Dopo più di vent'anni i Kraftwerk tornano a esibirsi a Düsseldorf, la loro città natale, e lo fanno in una location particolare: il museo Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen . Non è la prima volta che questi pionieri della musica elettronica si esibiscono in un luogo riservato all'arte. L'anno scorso erano stati chiamati al MoMA , e celebrati come opera d'arte totale; dal 6 al 14 febbraio, invece, saranno alla Tate di Londra.
La formula è sempre la stessa: otto concerti in otto serate consecutive (dall’11 gennaio in poi, in questo caso), in ognuna delle quali viene presentato un album della loro carriera in ordine cronologico in una combinazione di suoni, immagini, animazioni e proiezioni 3D. A Düsseldorf i biglietti (a 50 euro l'uno) sono volati via nei primi minuti della prevendita, così come a Londra, ma c'è ancora la possibilità di aggiudicarsi una delle 3.333 special-box con i CD degli otto album, oppure di visitare la mostra di fotografie firmate da Peter Boettcher, che da 20 anni documenta le performance del gruppo tedesco. La mostra, aperta fino al 30 gennaio al centro per l'arte NRW Forum , punta su un particolare aspetto dell'opera dei Kraftwerk, quello del rapporto tra uomo e macchina. "È bello sentirsi parte di una macchina", ha detto Ralf Hütter, noto membro della band, "è un sentimento liberatorio. Anche se io stesso mi considero un individuo. Noi manovriamo le macchine e le macchine manovrano noi".

Testo di Silvia Anna Barrilà, foto di Peter Boettcher