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Jean-Paul Goude, una retrospettiva a Milano


Creatività, moda, stile secondo il fotografo e image maker Jean-Paul Goude in mostra al Pac

di Marta Galli

Al Padiglione di Arte Contemporanea di Milano va in scena la mostra dedicata a Jean-Paul Goude: in Francia una specie di mito, in Italia molti ricorderanno il suo spot per un famoso profumo in cui un intero palazzo abitato da donne in abito da sera grida “Egoiste!” a un uomo troppo pieno di sé. Difficile dire, in effetti, se siano più famosi i suoi editoriali o le sue pubblicità. Goude contraddice il cliché secondo il quale il lavoro commerciale di un artista è meno creativo di quello personale. Ed è la dimostrazione di un fatto: conta più come si fa qualcosa, piuttosto di cosa si fa.

Il fotografo, disegnatore, “image maker” a tutto tondo, 76 anni portati incredibilmente, non risparmia commenti sul fondoschiena di Kim Kardashian, che ha scattato, essendo un estimatore di grandi sederi: una foto che ha fatto il giro del mondo. Voluta da Tod’s, la vivace retrospettiva su 50 anni di eclettico lavoro raccoglie fotografie, video, disegni, installazioni scultoree: ne emerge un ritrattista eccezionale che ha saputo raccontare stilisti come Marc Jacobs, Valentino, John Galliano, Azzedine Alaia cogliendo la loro quintessenza in immagini piene di umorismo. E poi Naomi Campbell più felina che mai, Jessica Chastain in versione Giovanna D’Arco. E naturalmente le donne che ha saputo rendere mito: prima tra tutte Grace Jones, con quel corpo tonico e quasi irreale, spigolosa e androgina nei tratti, e poi la musa di sempre, Farida Khelfa, che si aggirava con il suo fascino esotico durante l’inaugurazione avvenuta nella settimana del Salone del Mobile, tra bollicine Franciacorta, Spritz e Americano. A lei è dedicata un’intera parete della mostra meneghina, un concentrato di gioia e di idee, brillante già nel titolo: So far so Goude.   

So far so Goude è al Pac di Milano fino al 19 giugno.