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Invideo, il festival che mette in scena gli Orizzonti Globali


Al via la nuova edizione milanese della Mostra Internazionale di video e cinema oltre

di Micol De Pas

Vanno in scena orizzonti globali, come vuole il titolo della 24esima edizione di Invideo, la Mostra Internazionale di video e cinema oltre, ormai punto di riferimento per la cinematografia indipendente. E in effetti, Milano per dieci giorni si trasforma in capitale della cinematobrafia sperimentale, della video arte e di una poetica visiva capace di travalicare confini e stereotipi di genere.

Il titolo di questa edizione, Orizzonti globali, appunto, è una rivisitazione dell'idea di Villaggio globale di Marshall McLuhan. O forse, un aggiornamento: l'idea di fondo infatti è quella di «adattare lo sguardo, la ricerca espressiva e la capacità narrativa ai nuovi profili del mondo e dello stare al mondo», come si legge nella presentazione. In pratica, questo concetto si declina in otto sezioni proposte per orientare i percorsi di visione. Una mini-guida per non perdersi gli sguardi più interessanti.

Sogni capovolti. Titolo della videoinstallazione e progetto di tesi di Martina Rocchi e Alessandro Mascia per l'Istituto Europeo di Design di Milano, è una riflessione sulla strage di Piazza della Loggia, in occasione del suo 40° anniversario. Prende spunto dall'opera di teatro musicale di Mauro Montalbetti, Marco Baliani e Alina Marazzi, Il sogno di una cosa, a cui hanno collaborato i due tesisti e che andrà in scena al Piccolo Teatro dal 6 novembre. L'installazione video invece sottolinea nel suo titolo il punto di vista dei suoi autori: mondi ribaltati e sospesi come la bomba capovolse il tempo e lo spazio in un sitante. L'installazione inaugura il festival, il 29/10 alla Fabbrica del vapore.

Mutonia e i Mutoidi. Zimmerfrei è un collettivo di artisti attivo a Bologna dal 2000, formato da Massimo Carozzi, Anna de Manincor e Anna Rispoli, che indaga sull'ambiente urbano come luogo fisico e mentale. Presenta Hometown/Mutonia, un documentario sulla vita di una comunità di artisti, performer, cyberpunk presente a Sant'Arcangelo di Romagna da più di vent'anni. Un racconto ad alto tasso di poesia. Spazio Oberdan, 29 ottobre, ore 22.

Cinepoema. Il cinepoema per eccellenza è quello di Giuliano Scabia, poeta, drammaturgo, regista e attore. Che torna al Piccolo con questa proiezione dopo 40 anni di assenza (Chiostro Nina Vinchi,ore 17.30, con Maurizio Conca e Oliviero Ponte di Pino). Lo stesso giorno, il 30 ottobre, allo Spazio Oberdan viene proiettato anche il suo Salita alla montagna Etna con visione del fuoco: poema, racconto, viaggio, fiaba, teatro. In una cosa sola (ore 22.30).

Urbanscreener. La compagnia di Brema trasforma città e architetture in abiti di luce. Attraverso installazioni site-specific nei luoghi pubblici e ora raccontate in una serie di estratti, presentato allo Spazio Oberdan il 30 ottobre alle ore 21.

Ritratti al cinema. I Cinématons di Gerard Courant sono il suo progetto più famoso: girati dal 1978 e tutt'ora in corso, sono ritratti muti, con camera fissa e una durata standard di 3 minuti e 25 secondi. Sono la versione cinematografica della fototessera, in cui si chiede al personaggio di stare davanti alla telecamera per la durata di tempo prestabilita. E basta: non ci sono altri vincoli. Il risultato è un sorprendente galleria di atteggiamenti, posture e caratteri di fronte alla cinepresa e una testimonianza delle diverse forme di dialogo tra sguardo umano e sguardo meccanico. Spazio Oberdan, 31 ottobre ore 17,15.

Alda Merini. Si intitola La pazza della porta accanto il ritratto di Alda Merini firmato da Antonietta De Lillo, tra le più interessanti autrici del nuovo cinema italiano. Realizzato attraverso testimonianze video di incontri con la poetessa scomparsa nel 2009, compone un ritratto delicato e poetico del suo mondo. Spazio Oberdan, 1 novembre ore 21.

Iperbole. Lo sguardo iperbolico ed eccentrico di Mihai Grecu, rumeno di nascita e francese di adozione, indaga le ansie del mondo contemporaneo attraverso l'uso del video e la computer grafica. Per la prima volta, l'intera monografia allo Spazio Oberdan, il 2 novembre alle 18.30.