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ICON 31: il nuovo numero in edicola


Da giovedì 10 novembre storie, moda, motori, bellezza. In copertina, Nico Roseberg

di Redazione

ICON è in edicola. Da giovedì 10 novembre il nuovo numero del nostro giornale torna in edicola pronto a essere sfogliato da tutti voi. Al suo interno storie, moda, motori, bellezza. In copertina, Nico Roseberg. Perchè lo abbiamo scelto? Lo spiega, in questo editoriale, il direttore Michele Lupi.

Silente come il buio assoluto, torna ad aggirarsi tra noi la grande passione per le esplorazioni spaziali. È di poche settimane fa “lo sparo” ai blocchi di partenza. Obiettivo? Colonizzare il pianeta rosso. Ha iniziato Elon Musk, con la sua Space X: «Nel 2024 porteremo l’uomo su Marte», subito seguito da Dennis Muilenburg, il Ceo della Boeing: «Sono convinto che la prima persona a mettere piede su Marte ci arriverà a bordo di un nostro razzo». È una delle avventure più affascinanti di tutti i tempi, quella che – dagli anni 60 in poi – affidiamo agli astronauti.

L’idea di andare verso mondi inesplorati, con la non-certezza di tornare, ci spinge nel futuro e contemporaneamente nel passato: è infatti del 1914 l’annuncio pubblicato sul Times di Londra da Sir Ernest Shackleton che, alla ricerca di una coraggiosa ciurma per affrontare la traversata del continente antartico, scriveva: «Cercasi uomini per viaggio rischioso. Paga bassa, freddo glaciale, lunghe ore di completa oscurità, incolumità e ritorno incerti». Solo i più grandi compiono viaggi straordinari. E lo fanno per noi, che probabilmente non affronteremmo mai avventure del genere, ma che abbiamo bisogno di ammirare qualcuno che le compia per nostro conto.

Qualche settimana fa ho intervistato Maurizio Cheli, pilota collaudatore di caccia militari e astronauta. Il suo racconto della prima volta sullo Space Shuttle è stato denso ed emozionante: «Il rientro dall’orbita all’atmosfera è qualcosa di fantastico. È un vero e proprio impatto: significa decelerare da quasi 28mila chilometri all’ora fino ai 350, che è la velocità con cui lo Shuttle appoggia le ruote sulla pista. Tutto avviene per l’attrito con l’atmosfera, che rallenta di colpo la corsa. In quel momento le particelle d’aria diventano incandescenti, la temperatura del muso dello Shuttle raggiunge i 1.600 gradi e si crea un plasma infuocato che lo avvolge per circa 10 minuti che noi astronauti osserviamo dall’interno. Uno spettacolo che non è statico, ma dinamico: fiamme dai colori più incredibili e intensi. Dal giallo al viola, al rosa, al rosso. Quel fuoco senza paragoni si apre, avvolgendo l’intera cabina, e si richiude sui finestrini posteriori, verso la coda incandescente dello Shuttle. Ogni volta è impressionante».

Sono piloti spaziali. E pilota spaziale può essere anche definito Nico Rosberg, fino a ora eterno secondo sulla soglia del suo primo e meritato titolo mondiale. Qui a Icon, abbiamo iniziato a luglio di quest’anno, a scommettere su di lui campione del mondo di F1. L’organizzazione di una nostra copertina richiede, ahimè, tempi lunghi. In quel momento, infatti, Lewis Hamilton – suo compagno nel team Mercedes – sembrava correre spedito verso il suo quarto titolo mondiale.

Ma la tenacia e la sete di successo di Nico lo hanno portato a vincere più Gran Premi e, al momento in cui scrivo questo editoriale, a un vantaggio in classifica di 19 punti con 2 gare dalla conclusione. Comunque vada, Nico Rosberg ha dimostrato di essere un campione vero, e di far parte di quella ciurma di uomini che, con coraggio, si spingono verso l’ignoto. Che siano nello spazio, o sulle piste di F1, abbiamo sì ancora bisogno di qualcuno che affronti le avventure più estreme per noi. Benvenuto nell’Olimpo, Nico.