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Icon: il nuovo numero in edicola dall’8 settembre


Lusso come eccellenza e unicità sono le parole chiave del nuovo numero del mensile. Da Daniel Brühl, coverman, alla moda, reportage, racconti tra passato e presente

di Michele Lupi

La parola lusso? Un po’ stucchevole. Parliamo del vocabolo, così abusato negli ultimi anni, e parola magica su più fronti, capace di confezionare sogni su misura quasi per tutti, dai «luxury yachts» alle «luxury holidays».

A prendere il suo posto, incluse le promesse di successo, sono termini come eccellenza e unicità, declinati come alta sartoria o, in altri contesti, con la locuzione francese «metier d’art».

Di unicità parliamo anche noi sul numero in edicola di Icon, che presenta storie «minori», frutto di un’attenta selezione e di un’idea: dare alle riviste cartacee la dignità sartoriale di un prodotto su misura. E dunque, prima di tutto, un oggetto da leggere. Un denso quanto intrigante reportage dalle nevi dell’Alaska apre il numero di settembre.

Il velodromo Vigorelli, fiore all’occhiello del ciclismo su pista, reso mitico dalla musica live, torna a vivere grazie a un restauro, alla passione di ciclisti incapaci di abbandonare i sogni e alle parole del nostro giornalista Giorgio Terruzzi.

E poi, le icone di oggi: in copertina, Daniel Brühl, l’attore tedesco dal cuore latino che crede nella storia, senza mai tralasciare la leggerezza: ama le tapas e ha il Barça nel cuore.

A proposito di passioni, ci siamo immersi nell’epoca in cui le corse in auto erano pericolose: torna l’attenzione sulle F1 degli anni 70. E poi, la moda. Siamo andati a Roma per immortalare il dialogo tra la classicità e l’uomo contemporaneo: uno sguardo decisamente esclusivo.