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I luoghi dell’anima fotografati da Kenro Izu


Alla Fondazione Fotografia di Modena, fino all’11 gennaio

di Silvia Anna Barrilà

Come un instancabile pellegrino, il fotografo giapponese Kenro Izu dalla fine degli anni 70 viaggia alla ricerca dei luoghi della spiritualità. Dalle Piramidi in Egitto, ai templi della Cambogia, dalla Siria a Stonehenge, Izu ha messo l'anima e la ricerca del divino al centro del suo raffinato percorso fotografico.

Oltre 60 sue fotografie sono ora in mostra alla Fondazione Fotografia di Modena in una personale in programma fino all'11 gennaio 2015. Nato a Osaka nel 1949 e cresciuto nei dintorni di Hiroshima, Izu si è trasferito a New York, dove tuttora vive, nel 1970. Nel 1979, ispirato dalle immagini del vittoriano Francis Frith e dalle antiche spedizioni fotografiche in Egitto, ha intrapreso il suo primo viaggio nella terra delle piramidi, rimanedo fortemente impressionato dalla spiritualità ma anche dalla caducità del luogo. Così è nato il suo viaggio spirituale verso mete sempre più lontane alla ricerca dei monumenti che esprimono la tensione dell'uomo verso l'eternità e allo stesso tempo la transitorietà della vita.

Anche attraverso le tecniche di realizzazione e stampa Izu esprime la sua ricerca senza tempo: recupera tecniche ottocentesche artigianali ormai desuete, già utilizzate da grandi fotografi come Paul Strand, Alfred Stieglitz e Irving Penn, che richiedono grandi abilità e tempi di lavorazione molto lunghi, ma consentono quella suggestiva intensità tonale tipica della sua opera.

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Kenro Izu

Fondazione Fotografia Modena, fino al 11 gennaio