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I 4 eventi da non perdere ad Artissima


All’interno della cornice della fiera torinese, ma anche produzioni indipendenti, premi e sezioni dedicate ai grandi dell’arte: ecco cosa vedere ad Artissima

di Giuliana Matarrese

Apre le porte ufficialmente il 3 Novembre, Artissima, la più importante fiera d'arte contemporanea italiana, nata nel 1994.

Tra le duecento gallerie che convergono così a Torino, e che mettono in mostra circa 2000 opere l'offerta è variegata, e si arricchisce per quest'anno anche di eventi che non sono ad essa correlati, ma che vale la pena visitare.

Un esempio è DAMA, progetto indipendente che prende le mosse da Le città invisibili di Italo Calvino : l'obiettivo è quello di ripopolare il centro della città dei Savoia, idea in controtendenza rispetto agli attuali dettami, che rivalutano quartieri industriali ora gentrificati. All'interno del Palazzo Saluzzo Paesana, opera di Gian Giacomo Plantery nel 1772, dieci gallerie (da Giorgio Galotti di Torino alla Drei di Colonia passando per Yautepec di Città del Messico) sono state così invitate con i loro artisti a produrre o fornire opere pensate e correlate direttamente allo spazio, una volta un palazzo nobiliare di 560 metri quadrati. Alla sua prima edizione, la selezione delle opere è stata effettuata dal curatore indipendente Domenico De Chirico.

All'interno di Paratissima, invece, altro progetto indipendente, l'obiettivo è guardare alle stelle. Space Appeal, a cura di Francesco Canfora e Cristina Marinelli raccoglie 15 artisti, tra i quali Giovanni Albanese, Mauro Benetti e Daniele D'Acquisto, che riflettono sull'universo sopra di noi. Dai riferimenti a Jurij Gagarin e Neil Armstrong alle installazioni in ferro e lampadine fiammeggianti a ricordare l'Eclissi, il progetto collabora con Club to Club. Il risultato è la sonorizzazione realizzata dagli studenti di Sound Design dello IED di Milano.

Se la fotografia contemporanea la fa ovviamente da padrone, non mancano progetti che vanno indietro nel tempo, come Back to the Future, promosso dalla Fondazione Sarti insieme ad Artissima. La sezione speciale della fiera, dedicata alla riscoperta dei pionieri delle avanguardie, per quest'anno si concentra sul periodo che va dal 1970 al 1989. Coordinata da Eva Fabbris, invita 19 artisti da 19 gallerie, tra i quali si sceglierà il vincitore del Premio Sardi per l'Arte Back to the future, 5000 euro di valore, da assegnare alla galleria che ha presentato il lavoro più meritevole in termini di rilevanza storica ed esposizione dello stand.

Ed un premio l'ha istituito anche l'eccellenza italiana della ceramica Mutina, con uno spirito anticonvenziale. Il This is not a prize infatti, ha l'obiettivo di promuovere una galleria o un'artista, che sosterrà nella creazione di un'opera futura. Famosa per le sue collaborazioni con il design, Mutina sceglie con questo premio di lasciarsi libere tutte le strade, proponendo nella sua giuria il Ceo del marchio Massimo Orsini insieme all'architetto Patricia Urquiola, lo stilista Marco De Vincenzo e il direttore di Domus Academy Gianluigi Ricuperati.