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Hermann Nitsch, la ricerca del colore in mostra


Prorogata la personale a Foligno del provocatorio artista viennese

di Micol De Pas

Il protagonista di questa mostra personale di Herman Nitsch è il colore. Una scelta forte, decisiva, per raccontare il percorso dell'artista viennese. Che ha teorizzato il colore come esercizio poetico e come forma rituale. Il titolo, O.M.T. Colore dal rito, risale alle sue riflessioni degli anni 1957-60, quando comincia a ragionare sul ruolo dell'orgia, del mistero e del teatro, lavorando su concetti psicanalitici, che lo porteranno a concludere che la messinscena di atti orgiastici ha sull'uomo un valore catartico di liberazione dai tabù, che siano moralistici, religiosi o sessuali. Dal punto di vista pittorico, inoltre, Nitsch segue il tachisme, cioè l’immediatezza del gesto che versa o schizza colori sulla tela, anche usando direttamente le mani.

Sono le prime basi di quelle che, di lì a breve, diventeranno le sue opere più celebri: performance con animali macellati, il cui sangue viene utilizzato come colore, fino a situazioni talmente provocatorie da causare l'arresto e il carcere per Nitsch. Il suo lavoro comunque continua nella stessa direzione, componendo anche le musiche delle proprie performance, tutte pubblicate dell'editore napoletano Giuseppe Morra, dal 1974 suo gallerista di riferimento (e anche editore di OM Theatre 2, l'opera teorica fondamentale di Nitsch).

Alcune delle sue installazioni più celebri sono in mostra a Foligno, come 18b.malaktion, 1986 Napoli Casa Morra. Si tratta di grandi tele dove domina il colore rosso versato o schizzato, “una pittura d’azione – afferma Nitsch – che assolve una funzione drammatica, coinvolgendo gli spettatori, come un accadere drammatico che si manifesta a mò di litania, all’interno del mio teatro, attraverso una esibizione pittorica”. Oppure azioni dimostrative-teoriche come 108.lehration, 2001 Roma Galleria d’Arte Moderna, dove in altre grandi tele Nitsch evidenzia elementi base del suo teatro, cercando “il segreto profondo del colore” e dando precise indicazioni sulla propria teoria estetica, le sue speculazioni filosofiche e la sua idea del cosmo. L'artista e filosofo definisce così il suo lavoro: “Il mio teatro delle orge e dei misteri concentra l’esperienza intensa, il rituale nel senso della forma, creando un festival dell’esistenza, un’esperienza concentrata, consapevole e sensuale, del nostro esser(ci)”.

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HERMANN NITSCH

O.M.T. Colore dal Rito

a cura di Italo Tomassoni e Giuseppe Morra

CIAC, Foligno prorogata fino al 13 agosto