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La Grande Madre, una mostra sulla maternità nell’arte


La mostra evento della Fondazione Nicola Trussardi, curata da Massimiliano Gioni, a Milano

di Micol De Pas

Parlare di maternità significa parlare di uomini: è un territorio sottratto alle donne e sul quale gli uomini hanno rivendicato ogni tipo di diritto. Un campo di battaglia su cui si scontrano tradizione e ribellione,  emancipazione e sottomissione.

Proprio da qui parte l'idea della mostra La Grande Madre, esposizione evento della Fondazione Nicola Trussardi e curata da Massimiliano Gioni, a Palazzo Reale di Milano. Oltre 400 opere di 139 artisti, scrittori, registi insieme a documenti e altre testimonianze figurative, per raccontare l'iconografia e la rappresentazione della maternità nell'arte del Novecento. Ecco perché non perderla.

Nuovi mondi. L'attacco contro l'istituzione della maternità e la famiglia tradizionale svelano una storia trasversale dell'arte e della cultura del Novecento. Così l'arte diventa responsabile di cabiamenti sociali profondi, attraverso l'immaginazione non solo di nuove opere d'arte, ma di intere società dove corpi, desideri e ruoli sessuali possano riorganizzarsi secondo geometrie e gerarchie inedite.

Avanguardie. Futurismo, Dadaismo e Surrealismo sono indagati per giustapposizione tra i lavori di donne e uomini. Ne emerge uno scontro tra energie diverse e piuttosto immaginifiche. Come la donna meccanica e automatica del dadaismo, ribattezzata da Francis Picabia come "la figlia nata senza madre"; le bambole meccaniche di Sophie Taeuber-Arp fino alle relazioni pericolose tra biologia, meccanica e desiderio della Baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven. Mentre l'altra faccia del surrealismo, quello al femminile, è fatto di donne che lo criticarono per l'adesione a stereotipi sessuali opprimenti.

Femminismi. Louise Bourgeois è l'artista genio della mitologia individuale. Così essenziale da diventare universale. La sua distruzione del padre diventa obiettivo dei suoi lavori, a base di ferite, aperte o ricucite. In una mescolanza tra surrealismo e mitologie arcaiche. La svolta femminista coinvolge molte altre artiste, tra Europa, Stati Uniti e America Latina in una sorta di sorellanza universale.

Cattive ragazze. Schiettezza abrasiva, mascolinità esibita, sensualità sono gli elementi che caratterizzano le produzioni artistiche degli anni Novanta: Sarah Lucas con le sue sculture bricolage, Kiki Smith, Kara Walker e Marlene Dumas.

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La Grande Madre

Palazzo Reale, Milano, fino al 15 novembre