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Golden Globes 2017


Da “La La Land” alle serie Tv, tutti i premi di questa edizione

di Andrea Giordano

La stagione dei premi cinematografici e televisivi si è aperta come di consueto con la cerimonia dei Golden Globes, assegnati dalla stampa estera, e che in certi casi diventano ottimi indicatori per gli Oscar, quest’anno in programma il 26 febbraio.

 Una notte che ha visto un trionfo annunciato, quello di La La Land, il musical – capolavoro di Damien Chazelle, uno dei titoli del 2017, già film d’apertura dell’ultima Mostra di Venezia (uscirà il 26 gennaio in Italia) che ha fatto en plein portando a casa sette riconoscimenti su sette, un record. Non solo miglior film commedia, ma anche per la regia e sceneggiatura, così come per gli attori protagonisti, Ryan Gosling ed Emma Stone, la colonna sonora scritta da Justin Hurwitz, e la meravigliosa canzone originale, City of Stars, già diventata di culto. Non è mai facile parlare di tendenze, ma in questo caso l’opera del giovane regista americano, che debuttò con un un’altra perla, Whiplash, apre nuovamente una breccia sul genere e su alcuni stili, reinventandoli in chiave contemporanea. Una storia d’amore che diventa traccia e si muove nella Hollywood di oggi, con la forza però di non perdere di vista i linguaggi del passato, proponendo ponti musicali superbi, dal jazz agli anni ’80, citando infine Cantando sotto la pioggia e Gene Kelly.

A bocca asciutta tutti gli altri, con l’eccezione confermata di alcuni, in primis Casey Aflleck, eletto miglior attore drammatico per Manchester by the Sea, Viola Davis miglior attrice non protagonista in Fences, firmato da Denzel Washington, e lo splendido Moonlight (uscirà il 2 marzo), viaggio nella scoperta della vita e sessualità di un giovane afroamericano, miglior film drammatico. Con qualche sorpresa ovviamente, da quella di Aaron Taylor – Johnson, miglior attore non protagonista nell’acclamato secondo lavoro di Tom Ford, Animali notturni, a quella piacevole di Isabelle Huppert, celebrata come miglior attrice drammatica (battuta la favorita Natalie Portman in Jackie) in Elle, la pellicola di Paul Verhoeven, vincitrice anche come miglior film straniero.

Sul fronte televisivo le statuette sono andate invece a The Crown, serie incentrata sulla giovane regina Elisabetta e prodotta da Netflix, The Night Manager, con i premi a Tom Hiddleston, Hugh Laurie e Olivia Colman, Atlanta e American Crime Story: The People vs O.J Simpson, vista di recente su Sky.

Il gioiello della cerimonia è stata però come al solito Meryl Streep, regina assoluta nel ritirare il Cecil B. De Mille Award, con un discorso che rimarrà nella storia, contro il potere e la violenza verbale di Trump (il suo nome non è mai stato citato direttamente), appellandosi infine alla stampa, perché, in futuro, dice, “avremo sempre più necessità di tutelare la verità”.