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Golden Globe 2015


Ecco i vincitori, tra glam e soliderietà alla redazione di Charlie Hebdo

di Andrea Giordano

Glamour e red carpet d’ordinanza nella notte dei Golden Globe, da anni anticamera per gli Oscar, e che quest’anno saranno assegnati il 22 febbraio. Ma soprattutto solidarietà, a seguito degli orrendi attacchi di Parigi, scandendo il grido “Je suis Charlie”, con molti nomi, da Helen Mirren, Kathy Bates, Diane Krueger o Jared Leto, a indossare spille e mostrare cartelli. Fino a George Clooney, che nel ritirare il premio Cecil B. De Mille alla carriera, si è fatto ulteriore portavoce a favore della libertà d’espressione.

Una serata speciale, che ha però di fatto eletto i migliori di cinema e televisione, almeno secondo i novanta membri della stampa estera. Da un lato il trionfo di Boyhood, una delle pellicole – evento di questa stagione, si è concretizzato con la conquista di tre riconoscimenti, miglior film drammatico, regia per Richard Linklater e miglior attrice non protagonista andato a Patricia Arquette.

Dall’altro anche Birdman (uscirà da noi il 5 febbraio) di Alejandro González Iñarritu porta a casa due premi, miglior sceneggiatura per lo stesso regista, e soprattutto per Michael Keaton come miglior attore brillante.

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson conquista invece il premio come miglior commedia, mentre Amy Adams (fasciata in un abito Versace) quello di miglior attrice brillante in Big Eyes, il biopic sulla pittrice Margareth Keane firmato da Tim Burton. Non deludono due favoriti di vigilia come Eddie Redmayne e Julianne Moore, migliori attori drammatici, premiati rispettivamente per La teoria del tutto e Still Alice, così come J.K. Simmons, attore non protagonista in Whiplash.

Sul fronte televisivo successi per Fargo (miglior mini serie e Billy Bob Thornton miglior attore), The Affair (miglior serie tv drammatica, con Ruth Wilson miglior attrice), e Transparent (miglior serie tv comica e Jeffrey Tambor miglior attore di categoria). Premi infine anche per Matt Bomer in The Normal Heart, Kevin Spacey in House of Cards e alla splendida Maggie Gyllenhall per The Honourable Woman.