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Giosetta Fioroni, se il presepio è un’opera d’arte


Le creazioni dell’artista romana in mostra al MADRE di Napoli

di Micol De Pas

Arrivano a Napoli i presepi di Giosetta Fioroni. Una versione artistica, emozionale e fiabesca, che mescola l'idea di presepio e quella di teatrino, approda al MADRE, come omaggio all'artista romana. Che mette in mostra sei presepi di ceramica, uno verticale del 1996 e cinque inediti, creati per questa occasione, ma tutti «nati da una fusione emotiva, tra l’idea del Presepe e quella del Teatrino, della Fiaba», spiega l'artista.

Sono una fiaba a loro volta questi presepi, almeno per Giosetta Fiororni che spiega come sono nati I cinque Presepi

C’era una volta una figlia unica nata dopo molti anni di matrimonio dei suoi genitori. Quindi molto attesa e molto amata. Amore che la bambina ricambiò sin dall’inizio profondamente. Il Padre era scultore, allievo del grandissimo Arturo Martini, e la Madre (assai bella) pittrice e marionettista. Nel 1944 per Natale il Papà costruì e modellò un grande Presepe. Lo allestì, nel soggiorno della casa romana per la sua bambina, su diversi tavoli, perché era lungo sei metri. Aveva ruscelli di luminosa acqua celeste, gruppi di pastori, contadini, musicanti, angeli e animali. Vicino alla capanna i Re Magi guardavano l’incantevole gruppo del Bambin Gesù, Maria e Giuseppe scolpito da Mario Fioroni.

Da un lato del Presepe, appena sopraelevato, si poteva vedere il paese di Betlemme, con luci intermittenti. Socchiudendo gli occhi tutto sembrava animato da lieve movimento. In quegli anni la Mamma si era dedicata alla rappresentazione di Fiabe in un Teatrino per marionette da lei allestito con sue nuove scenografie. Le marionette indossavano abiti nuovi realizzati con residui di vestiti d’estate; il commento musicale ottenuto con un grammofono a manovella. Il risultato era, per la bambina e per gli amici bambini, di grande suggestione. Ecco, la magia del Presepe e quella del Teatrino, nati dalla grazia espressiva di Mario e Francesca Fioroni, si concentrarono nel piccolo grande cuore della bambina, il cui nome era Giosetta. E così lei iniziò il suo viaggio emozionato nella vita e nell’arte e diventò…

     Giosetta Fioroni

La mostra è una possibile risposta alla domanda su quale sia oggi il significato del presepe. Scrive il curatore Marco Meneguzzo: «i Presepi sono compatti, sviluppati in altezza come delle piccole torri […] è tutto lì, Sacra Famiglia e mondo… eppure, anche in questa composizione eterodossa rispetto al presepe che i napoletani sono abituati a vedere quel rapporto tra mondo e Natività, tra realtà e rinascita, tra evento e quotidianità si ritrova appieno».

In catalogo (edito da Silvana Editoriale) i testi di Giosetta Fioroni, Piero Mascitti, Marco Meneguzzo, Ermanno Rea, Raffaele La Capria, Erri De Luca, Silvio Perrella, Marzio Breda e del filosofo Giorgio Agamben.

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Giosetta Fioroni. Teatrini-Presepi

23 dicembre 2015 – 11 gennaio 2016

Museo MADRE, Napoli