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Gaetano Pesce a Roma


Un allestimento in divenire per rappresentare tempo e diversità nella mostra al Maxxi che racconta il percorso creativo del designer e architetto italiano

di Marta Galli

Mette l’Italia in croce e potrebbe averlo fatto adesso, ma è un’opera del 1979. Sono passati 35 anni, eppure oggi come ieri a Gaetano Pesce non sfugge lo Spirito del Tempo e riesce a creare oggetti che resistono al tempo.

Gaetano Pesce: il tempo della diversità è appunto il titolo della nuova mostra al Maxxi di Roma, che fa perno su due concetti: il tempo, ça va sans dire, sempre declinato al futuro, perché ogni tentativo di fissare il presente è già passato, e la diversità - che annovera eccentricità, imperfezione, unicità, caos creativo e mutevole, tutte caratteristiche spirituali oltre che materiali del lavoro di Pesce - espressa attraverso un allestimento mutevole in 40 pannelli mobili.

L’esposizione, curata da Gianni Mercurio e Domitilla Dardi, si snoda negli spazi firmati da Zaha Hadid in un percorso in 7 sezioni (Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica) giustapponendo progetti, prototipi originali, immaginifici schizzi e sfociando in due installazioni site specific di cui una è la pantagruelica (7 metri di altezza) seduta Up 5&6 nella piazza del museo che si trasforma in un padiglione per la proiezione di video dedicati alla condizione donna nel mondo, con un omaggio all’impegno della studentessa pakistana Malala Yousafzai. Dallo stesso intento era nata Up (nel ’69, prodotta da B&B): la catena tiene attaccata una palla al piede, simbolo della prigionia a cui il soggetto femminile è costretto, imbrigliato nel pregiudizio maschile. Il classico assioma del design forma-funzione (form follows function) pare diventare nel caso dell’architetto forma-espressione e, d’altra parte, Gaetano Pesce non ha mai sentito di dover distinguere tra design e arte. 

Una romanità colorata ha presenziato al cocktail d’apertura, da Giampiero Mughini e Roberto d’Agostino, le alte cariche del Maxxi Giovanna Melandri e Hou Hanru, e Vanna Meroni che con Meritalia produce oggi molte delle opere di Gaetano Pesce. E lo sanno bene le aziende che hanno lavorato con lui, tutti grandi nomi del Made in Italy (come Cassina, B&B Italia, Bernini), Gaetano Pesce può cambiare idea fino all’ultimo minuto, girando le carte in tavola la notte prima degli esami.



Gaetano Pesce. Il tempo della diversità, Maaxi, Roma, fino al 5 Ottobre