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Il fotografo del mese: Jean-Claude Chincheré


Il valore dell’immagine nella comunicazione attraverso l’interpretazione di un giovane autore

di Paola Corapi

Questo mese abbiamo deciso di dedicarlo alla tenacia, alla forza comunicativa e all’energia di un giovanissimo fotografo: Jean-Claude Chincheré. Ogni volta che guardo le sue immagini penso al valore della Fotografia in quanto documento storico. L’occhio di Jean-Claude riesce a proiettare all’interno di ogni scatto tutta la sua voglia di conoscere i fatti. Seppur ancora solo all’inizio mi piace pensare a lui come a un autentico fotoreporter.

Ora vi lascio valutare con quanta sincerità descrive i suoi progetti.

“Da quando ho conosciuto la situazione del Libano e dei suoi rifugiati siriani nel febbraio 2015, ho deciso che il mio compito era quello di raccontare attraverso i miei scatti questa terribile storia. Mi sono documentato molto e poi, con l’energia dei miei 22 anni, sono partito con la fotocamera intendendo raccontare quello che da 5 anni è uno dei più grandi esodi di una popolazione che fugge da una guerra. Ho visitato diversi campi informali nella zona della Bekaa Valley, successivamente ho deciso di contattare AVSI e di recarmi nel sud del Libano. Proprio a Marjayoun, in quel piccolo fazzoletto di terre libanesi, ho realizzato alcuni degli scatti che compongono questa serie. Ora più passa il tempo, più sento il bisogno di approfondire il tema e di avvicinarmi alle storie umane. Ho iniziato a raccogliere testimonianze, e a ritrarre persone provenienti da tutte le zone più disagiate del Paese dei Cedri”.

Jean-Claude Chincheré nasce ad Aosta nel1993, si laurea in Nuove Tecnologie per l’arte all’Accademia di Belle Arti di Torino, con una tesi sui rifugiati siriani in Libano. Dal 2014 in poi viene più volte selezionato per Masterclass e Workshop in Italia e in Europa. Nel 2016 espone la sua prima mostra ad Aosta e tra il 2015 e il 2016 riceve alcune menzioni d’onore partecipando a premi fotografici internazionali: Moscow International FotoAwards; IPA 2016 “Family of Man” (International Photography Awards). Vince il premio Film Commission Torino-Piemonte 2015.

La rivista nazionale “Digital Camera Magazine” gli dedica 10 pagine di intervista.

Opposti non complementari. Bambini nei concorsi di bellezza statunitensi e nei campi profughi libanesi è il titolo della sua prossima mostra che inaugurerà il prossimo 22 ottobre presso la galleria civica contemporanea Filippo Scroppo