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Il Fotografo del mese: Angelo Marinelli


Il valore dell’immagine nella comunicazione attraverso l’interpretazione di un giovane autore

di Paola Corapi

Susan Sontang ci insegna che la fotografia in un breve spazio di tempo registra ciò che sta scomparendo, è l’indicazione di un’assenza e un’incitazione al fantasticare.

Ora la parte difficile è declinare questi densi concetti in una lettura d’immagine. In particolare applicarli osservando alcune delle immagini che abbiamo selezionato dai progetti di Angelo Marinelli.

L’artista attraverso le sue fotografie ci spinge alla fantasia cercando di analizzare tanto le trasformazioni architettoniche quanto quelle umane. Riflette sulle forme della mente cercando di indagarle e comunicarle attraverso il suo obiettivo. La gabbia prima di essere fisica e ben decorata è una gabbia mentale. Una prigione che, nel progetto N-Structure, l’autore risolve contrapponendola al simbolo della libertà: lo spazio vuoto.

Altri concetti si potrebbero analizzare, ma facciamo parlare le immagini di Angelo e ascoltiamo il nostro vissuto per cogliere il suo profondo messaggio.

“Ci sono luoghi che piú di altri mi appartengono. Luoghi di culto, come questo dove tra fumo e rumori ovattati, straniero tra gli stranieri, cerco di capire perché la lontananza da casa non crea spaesamento” (tratto dal progetto: “Inevitabile dimenticarsi di essere stati Dei”).

Angelo Marinelli nasce a Monteiasi (Taranto). Si trasferisce a Roma dove si laurea in Disegno Industriale. Durante gli anni degli studi lavora come grafico e fotografo maturando conoscenze tecniche di illuminazione e post-produzione. I suoi viaggi nel mondo lo portano di continuo a confrontarsi con nuove culture, realtà e colori. Oggi vive e lavora come artista e fotografo tra l’Italia e l’Asia.

Il progetto “Quasi Altrove” sarà in mostra presso l’Istituto Italiano di cultura a San Paolo (Brasile) dal 2 agosto al 2 settembre 2016.