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Il Fotografo del mese: Alessio Zemoz


Il valore dell’immagine nella comunicazione attraverso l’interpretazione di un giovane autore

di Paola Corapi

Le fotografie spesso non rappresentano un racconto, ma lo suggeriscono allo spettatore che è invitato a terminare l’opera, arricchendola con il proprio ricordo, l'immaginazione o l'esperienza. La fotografia si presenta come un’impalcatura vuota e quel vuoto lo riempie chi osserva. Alessio Zemoz attraverso diverse modalità di linguaggio esprime un contenuto di filosofia estetica dell’immagine e ci trasporta in una dimensione altra. Osserviamo le sue fotografie, leggiamo i suoi testi, osserviamo ancora e improvvisamente sospesi sentiamo una forte emozione. È proprio grazie a questa emozione che le sue opere diventano uniche, comunicative, sorprendenti e piene.

Alessio Zemoz vive ad Aosta. Ha studiato Fotografia presso lo I.E.D. di Torino, è artista e curatore nell'ambito dell'immagine contemporanea. Si interessa alla crescita dei territori di montagna, dove elabora strategie di sviluppo e progettualità di intervento. È promotore di progettoSKIA, laboratorio sperimentale permanente dedicato all’ideazione, allo sviluppo e alla realizzazione di progetti di ricerca fotografica sul tema della montagna, dei suoi territori e dell’identità dei suoi popoli. Nel 2013 fonda l’associazione framedivision, attiva nei territori alpini della Valle d'Aosta nell’ambito della promozione del cinema e dell’immagine contemporanea. I suoi progetti hanno già iniziato ad avere diversi riconoscimenti tra i quali il Premio Combat Prize di Livorno, il Premio Fondazione Fabbri per le Arti Contemporanee di Treviso e il Premio Fotografia Italiana Under 40 promosso dalla Fondazione Fotografia Modena