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Gli effetti visivi di Florence Henri a Roma


Mostra monografica dedicata alla grande innovatrice nella manipolazione delle immagini e della luce

di Paola Corapi

Arriva a Roma una monografica dedicata a Florence Henri (1893-1982), grande innovatrice nella manipolazione delle immagini e della luce, con 140 scatti attraverso cui si coglie la dimensione sperimentale dell’artista.

Fin dagli esordi, l'artista ha avuto come amici e maestri i grandi innovatori della scena artistica: Piet Mondrian, César Domela, Robert e Sonia Delaunay, Nelly e Theo van Doesburg. Probabilmente proprio grazie a queste frequentazioni Florence focalizza la sua ricerca sulla “composizione”, elemento centrale del suo linguaggio. Che però si declina in un modo unico: costruire nuove realtà visive che rimandano una all’altra. Effetto che ottiene con specchi o frammenti di specchio, per costringere lo spettatore a un’indagine tra realtà e finzione.

Un gruppo di foto riguarda Roma antica e restituisce una dimensione teatrale della città, perfetta per gli spazi monumentali delle antiche Aule Termali che ospitano l'esposizione. Si tratta di scatti realizzati durante uno dei suoi viaggi in Italia, quello del 1931-32, e poi ricomposti con la tecnica del fotomontaggio in sede di sviluppo e stampa delle fotografie, per ricreare situazioni ambientali diverse dal vero.

Nell’autoritratto vediamo Florence dietro una cornice, apparentemente riflessa, in realtà cancellando parte del negativo l’artista ha creato soltanto la suggestione della sua immagine specchiata. Effetti visivi, montaggi e fotomontaggi ingannano l’osservatore che non si accorge come l’intera immagine sia una realtà ricostruita. Veri e propri enigmi visivi che si confermano nelle fotografie con ombre e riflessi, dove Florence Henri lavora con più scatti sullo stesso negativo.

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Florence Henri

Roma, Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, dal 5 maggio al 31 agosto 2015