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Flavio Favelli, gli anni 80 all’Albergo Diurno Venezia


Una mostra installazione in un luogo simbolo di Milano

di Micol De Pas

Un non luogo nel pieno centro di una città. Era l'albergo diurno Venezia, disegnato da Piero Portaluppi in piazza Oberdan a Milano:  «Il Diurno era come un aeroporto, come una micro città che serviva solo per l’uomo e la donna moderna (la bellezza, l’acconciatura, le terme, i viaggi…) era un luogo super artificiale», spiega Flavio Favelli che proprio in questo luogo ha appena inaugurato una sua installazione site specific. Che mette a confronto realtà e finzione. Come a voler svelare le due anime del diurno, tra fantasia e realtà di un posto vivo e molto frequentato ai primi del Novecento.

Punto dipartenza del suo lavoro artiostico infatti sono fotografie degli anni 20 e 30 scattate al diurno, con tutti gli arredi dell'epoca, oggi dispersi. In particolare, colpiscono Favelli quattro corpi, sorta di isole con divani a forma circolare e di alcuni tavoli con sedie e lampade, per leggere, scrivere e conversare. E lui li ricrea, in una nuova lettura. Il risultato sono quattro installazioni, sculture in forme di assemblaggio e collage di vari materiali come mattonelle di graniglia, parti di mobilio e specchi. Di nuovo, realtà e finzione.

A cui fanno seguito altre opere luminose che sono dei remix di insegne pubblicitarie, create con la sovrapposizione di più scritte fino a renderle illeggibili. La luce caratterizza molto questo spazio sotterraneo che ancora oggi esibisce al suo interno alcuni neon lasciati senza copertura e la luce bianca disegna i volumi con una freddezza particolare. Che dialoga, una volta di più, con la storia di un luogo e con le visioni di Flavio Favelli. Che commenta: «Al Diurno si trova ancora incollato qualche adesivo di pubblicità, ci sono le insegne di plastica delle Ferrovie dello Stato e dei negozi, ad esempio il Barbiere Manicure, ed è proprio questo, per molti marginale rispetto al fascino intrinseco del luogo, che io invece trovo interessante».

E così si arriva al titolo dell'installazione: Senso 80. Un binomio per parlare di sensi e di tutto ciò che riguarda il piacere e la cura della persona e gli anni 80, intrisi di edonismo, ambiguità e conflitti, ma espressione anche di uno stile grafico particolare e importante nella formazione dell'artista.

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Flavio Favelli

Senso 80

Albergo Diurno Venezia, piazza Oberdan Milano, fino al 14 maggio

in orario 12 - 22 (informazioni sul sito del Fai).