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Il fiume che scorre nel museo


Olafur Eliasson ha ricreato un paesaggio islandese all’interno del museo Louisiana

di Silvia Anna Barrilà

Un paesaggio islandese ricreato all'interno di un museo in Danimarca. Ancora una volta l'artista scandinavo Olafur Eliasson stupisce il visitatore e lo mette davanti alla forza della natura capace di conquistare l'opera dell'uomo. Dopo il sole nella Turbine Hall della Tate e la cascata del ponte di Brooklyn, questa volta l'artista scandinavo ha ricreato il letto di un fiume all'interno del Louisiana, un museo appena fuori Copenhagen che già di per sé è caratterizzato da un forte legame con la natura: immerso nel verde, ha grandi vetrate che si affacciano sul mare e sculture tra gli alberi lambite dal vento.

Attraverso cinque sale del museo, il visitatore risale il percorso del fiume e arriva fino alla sorgente. Il passaggio dall'esterno all'interno del museo diventa fluido e mette in discussione la nostra idea di museo e della sua funzione. Un'esperienza estetica radicale che va oltre il consueto incontro con l'arte appesa alle pareti. Per realizzare l'installazione sono stati portati sassi e terra direttamente dall'Islanda: basalto blu e rocce vulcaniche sconosciute al suolo danese prevalentemente sabbioso.

Oltre a questa grande installazione, la mostra, intitolata Riverbed e aperta fino al 4 gennaio 2015, presenta tre opere filmiche di Olafur Eliasson, un libro d'artista con scatti del paesaggio islandese e Modelroom, un'opera del 2003 formata da tanti modelli scultorei e architettonici che ricordano, invece, un paesaggio urbano, ma anche un luogo del pensiero.

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Riverbed

Louisiana, Copenhagen, fino al 4 gennaio 2015