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Finissage: “Sconfinamenti”, fotografie di Marcella Marone Pittaluga


Allo show room Stone Island di Milano fino al 4 novembre

di Micol De Pas

“Fotografo per smettere di correre, per fermarmi... ferma, in silenzio, mi si accorcia il respiro, non sento più nulla e sparo. La mia preda... l’immagine diventa mia, non un concetto astruso ma un segno interpretato da me, e quindi tanto più prezioso perché contiene una parte di me”. Così spiega Marcella Marone Pittaluga il suo lavoro. Che ora è in mostra in un luogo particolare, lo showroom Stone Island a Milano, per la mostra Sconfinamenti.

Giunta ormai al finissage, è visitabile fino al 4 novembre, presenta 65 scatti realizati negli ultimi due anni, ma sintesi della personale ricerca artistica di Marone Pittaluga, iniziata negli anni ’80. Da allora ha vissuto in Cile e poi in Italia e trascorso lunghi periodi a Cuba, in Africa, e Sri Lanka. E del mondo parlano i suoi lavori, incentrati sul ritratto. O meglio, sulla sua concezione del ritratto: i soggetti sono gente di strada, persone incontrate per caso, con le quali Pittaluga instaura un rapporto, in cui la parola diventa strumento essenziale.

“Io vado incontro alle persone, non le posso fotografare se non le ho incontrate, se non gli ho parlato se non conosco le loro storie. L’incontro diventa lo scambio, se non stai accanto alle persone, se non vivi con loro, come fai a fotografare?”, spiaga Marone Pittaluga.

Marcella Marone Pittaluga, Sconfinamenti

show-room Stone Island di Milano in via Savona 54, tutti i giorni dalle 14 alle 18 con ingresso libero.  Chiuso il 1 novembre.

“necessità di sopravvivenza”, i suoi scatti sono un progetto in continua evoluzione, e sono ricomposte, in questa mostra, in una geografia che mette in luce tematiche come la connotazione di genere, il lavoro, l’infanzia, le celebrazioni dei riti collettivi, il sacro e il profano.