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Festival degli Scrittori a Firenze, 5 motivi per andare


Perché non perdersi il gotha della letteratura internazionale riunita nei cento anni di Gregor von Rezzori

di Micol De Pas

Ci sono tutti: questa edizione del fiorentino Festival degli Scrittori si presenta davvero molto ricca. I migliori nomi della narrativa contemporanea internazionale infatti parteciperanno al centesimo compleanno di Gregor von Rezzori, con un duplice obiettivo, ricordare quella Mitteleuropa da cui proveniva il fondatore del festival e continuare la tradizionale kermesse degli autori internazionali. Ecco cinque motivi per andarci.

1- La migliore narrativa internazionale. Ovvero, i finalisti del premio von Rezzori, giunto ormai alla sua ottava edizione, premia la mgliore opera di narrativa straniera, tradotta in italiano: Leopoldo Brizuela (La Plata, 1963) con Una stessa notte (Ponte alle Grazie), racconto sulla memoria e sul potere negli anni della dittatura argentina; Maylis de Kerangal (Tolone, 1967) con Nascita di un ponte (Feltrinelli), i destini incrociati di uomini e donne impiegati nel cantiere di un ponte sospeso in una California immaginaria; Dave Eggers (Chicago, 1970) con Ologramma per il re (Mondadori), ritratto di un qualunque cinquantenne occidentale, alle prese con le conseguenze della crisi globale che investe il suo mondo privato e professionale; Georgi Gospodinov (Jambol, 1968) con Fisica della malinconia (Voland), un viaggio nel mondo del possibile e dei sentimenti condotto da un ragazzo che soffre di una strana sindrome di empatia e infine Tom McCarthy (Londra, 1969) con C (Bompiani), con un racconto immaginifico in salsa postmoderna sulla breve ma intensa vita di Serge Carrefax. Con loro dialogheranno autori italiani e non, Jennifer Clement, Ernesto Ferrero, Edmund White, Alberto Manguel, Andrea Bajani, Chiara Valerio, Vanni Santoni, Francesco Recami, Elena Stancanelli, Mauro Covacich e Giorgio Vasta.  La cerimonia di premiazione, in cui sarà annunciato il vincitore del Premio, avrà luogo sabato 14 giugno alle ore 18,00, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.

2- Scambi di idee. Era il 2002 quando Dave Eggers ha fondato 826 Valencia, scuola di scrittura no profit per bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Più in dettaglio, doposcuola gratuiti e assistiti, in zone periferiche emultietniche, corsi di scrittura, di giornalismo, di cartooning, tutto basato sulla fede di Eggers nel ruolo della scrittura come elemento fondamentale per creare la propria identità. Un successo, tanto che poi da 826 Valencia è nato un vero e proprio network con sette sedi in tutti gli Stati Uniti. Più di 1.400 volontari, scrittori, fondatori di riviste, registi, hanno donato il loro tempo per lavorare con migliaia di studenti. A Campi Bisenzio, vicino Firenze, un gruppo di persone tra cui Leonardo Sacchetti, vuole fare come Eggers. Va in California, studia il fenomeno, prende programmi e contatti e avvia Il Porto delle storie. Il risultato?  Per Eggers è il momento della sorpresa andrà a trovare i ragazzi del Porto delle Storie, che stanno lavorando sulle copertine dei suoi libri. E poi, cosa accadrà dal loro incontro lo vedremo nel prossimo futuro.

3- Incontri ravvicinati. Con gli autori che partecipano agli appuntamenti del Festival. Si inizia con Emmanuel Carrère e la sua lectio magistralis su La somiglianza, mentre Jonathan Lethem presenta in prima nazionale il suo ultimo libro, I giardini dei dissidenti (Bompiani) insieme a Roberto Andò, Giuseppe Civati e Paolo di Paolo: si parla di dissidenza, politica, storia e futuro della sinistra.  Bernardo Bertolucci, Emmanuel Carrère e Michael Cunningham si confrontano poi su cinema e letteratura in The dreamers: come trasformare le parole in immagini; e ancora, una discussione sulle varie modalità di parlare dei libri in tv, radio, blog con Vendela Vida – direttrice della rivista The BelieverGiorgio Van Straten, Michele De Mieri, Pietro Galeotti e Teresa Ciabatti.  Infine, Giorgio Pressburger con la sua Storia umana e inumana (Bompiani) e Alberto Arbasino con i suoi Ritratti italiani (Adelphi).

4- In scena. Valeria Golino, Isabella Rossellini e Ralph Fiennes leggono testi scelti da Claudio Magris e Giorgio Pressburger per il recital Sulle tracce di Gregor von Rezzori: un percorso che dalle pagine dei libri di von Rezzori stesso va da Robert Musil a Ptere Handke.

5- Memorie. Ovvero uno sguardo ancora dedicato a Gregor von Rezzori e al suo particolare stile narrativo, da tre prospettive diverse, Italia, Austria e Stati Uniti: Paolo Di Paolo, Daniel Kehlmann, Volker Schlondorff e Edmund White.

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Festival degli Scrittori - premio von Rezzori

Firenze, 12-14 giugno