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Federico Patellani, primo fotoreporter dell’Italia in bianco e nero


Nell’esposizione torinese la gioia del Bel Paese che rifiorisce dopo la guerra e le stelle del cinema

di Luca Bergamin

La professione di Federico Patellani era quella del fotoreporter di razza anche se aveva studiato legge e probabilmente avrebbe fatto l'avvocato se l'urgenza di testimoniare quello che vedeva non avesse preso il sopravvento. Il primo fotoreporter dell'Italia che usciva dal Dopo Guerra con le ossa rotte, le case sgarrupate, il lavoro da inventare, un po' come oggi, ma anche con una grande voglia di vivere. Ed è proprio la felicità e la fiducia nel futuro che traspaiono dalle fotografie riunite nella mostra organizzata a Palazzo Madama a Torino.

Negli anni 40' e 50', scopriamo che intorno alla Torre di Pisa le ragazze si sdraiavano nell'erba, in tutte le città italiane i bambini giocavano sui carretti di legno, salendoci in cinque per farsi trainare dai ragazzini appena più grandi di età e corporatura. Ma anche il lavoro, dai minatori di Carbonia ad altre realtà specifiche del nostro paese sono materiale delle sue indagini.

Simbolica, emozionante è la fotografia della ragazza che buca e sbuca dalla copertina della prima pagina del giornale che sbandiera la nascita della Repubblica Italiana.

Patellani, infatti, ha fotografato anche le star del grande schermo, ma sempre con il proprio stile: e così Totò è un normale uomo che si rade, ma lo sguardo dice tutto della sua anima. Ingrid Bergman è a Stromboli dove sta girando il film dello scandalo con il regista Rossellini.

Un viaggio, in un'epoca creativa.

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Federico Patellani, Professione Reporter

Palazzo Madama, Torino, sino al 13 settembre