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Vita di un’artista


In mostra a Milano l’installazione unica di Federica Perazzoli

di Valentina Ardia

Scale vertiginose, una stanza spoglia, di solo cemento, con una luce puntata al muro. Lì, la foto della mano di una donna. Anziana. Ogni singola macchia sulla pelle, ogni venatura, è una lettera che compone la parola vita, che in sé racchiude il passaggio, la quotidianità, la fine stessa. Da qui parte e si chiude la mostra "Mother I Kill You" di Federica Perazzoli a cura di Federica Tattoli, allo spazio Plus_P di Giancarlo Petriglia a Milano (fino al 2 marzo 2014). Un luogo unico ed emozionale che ospita artisti giovani o già affermati all’interno di una "casa" con l'allure degli appartamenti di fine Settecento.

Oltrepassata quella stanza un mondo ancora più profondo e intimo accoglie il visitatore-spettatore che entra a far parte dell'opera di questa artista milanese. Le pareti ricoperte di lettere, di fotografie, di immagini, di cartoline, di poesie. E di sciarpe: iniziate e mai finite, "ogni punto un pensiero" sussura Federica. "Sono tutti i miei inverni. Chilometri di pensieri". E così ci si ritrova catapultati in un labirinto interiore, dove al centro regna in precario equilibrio un letto con una pila di piatti, che sembra non aver fine. Fragile e possente, questo letto è l'anima dell'installazione, è l'artista stessa. "Mother I Kill You" è l'art work in cui Federica Perazzoli racchiude la sua opera, le sue memorie , il suo percorso, i suoi traumi, la sua umanità, in stanze senza tempo da percorrere tutte d'un fiato. O in cui perdersi, per ore, nei pensieri di una vita.
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Ingresso libero, fino al 2 marzo.Plus_P, via Paganini, 3 angolo Piazza Argentina, Milano.