Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Emil Otto Hoppé, il fotografo della modernità


Gli scatti mai visti del documentarista americano

di Luca Bergamin

A Emil Otto Hoppé accadde a un certo punto della sua vita di uomo e della sua carriera di fotografo. Gli accadde di sentirsi stanco di fare ritratti. Certo, i soggetti che posavano davanti a lui erano vip di quell’epoca memorabile a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del secolo successivo. Stiamo parlando di letterati, intellettuali, scrittori, poeti come George Bernard Shaw, Ezra Pound, T.S. Eliot, di autori avventurieri quali Rudyard Kipling e Vita Sackwille-West, del “nostro” Filippo Tommaso Marinetti, del barone de Rothschild, così come di Albert Einstein.

Hoppé però non era cieco di fronte ai cambiamenti sociali e soprattutto tecnologici che stavano avvenendo in quegli anni. Venivano innalzati i primi grattacieli, nascevano New York e Chicago come le intendiamo e in parte vediamo ancora adesso. Per questo, come raccontano le 200 immagini esposte alla Fondazione Mast di Bologna, a un certo punto decise di mettersi in viaggio per il mondo, per mostrare questa trasformazione.

Nelle sue peregrinazioni da una costa all’altra degli Stati Uniti, nelle trasferte in Gran Bretagna, Germania, India, persino in Australia e Nuova Zelanda, Hoppé rimase folgorato dalla forza e bellezza della classe operaia alla quale era affidato il compito di montare palazzi, torri, oleodotti, erigere ponti, fondere materiali. Stava cambiando tutto, la modernità era sopraggiunta con una forza dirompente, e aveva il colore del ferro e degli altri metalli. Le macchine da una parte, la fatica mista alla consapevolezza di contribuire a creare una nuova epoca della storia sul volto dei manovali portuali dall’altra, sono rese con magmatica efficacia e precisione documentaristica dall’artista americano. Il titolo della mostra, Il segreto svelato, allude al lungo letargo in cui è caduta questa raccolta in bianco e nero, complice la scelta di Hoppé, scomparso nel 1972, di cederla a un archivio fotografico di Londra che la tenne gelosamente nascosta al mondo sino a poco tempo fa.

--------

Emil Otto Hoppé. Il segreto svelato

sino al 3 maggio alla Fondazione Mast di Bologna