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Elliott Erwitt, retrospettiva al Forte di Bard


Una nuova selezione degli scatti del fotografo Magnum realizzati tra il 1948 e il 2005

di Micol De Pas

Non si sa quanti siano gli scatti realizzati da Elliott Erwitt nella sua lunga carriera, perché la sua produzione viene genericamente definita come sterminata. Forse non è un modo generico quanto estremamente puntuale: sin da giovanissimo guarda il mondo attraverso lìobbiettivo della sua fotocamera. Nato a Parigi nel 1928 per trasferirsi negli Stati Uniti nel 1939, prima a New York e poi a Los Angeles dove studia fotografia e cinema, presta servizio come fotografo dell’Esercito Americano in Francia e in Germania. Quindi prosegue la sua carriera come freelance. Entra nell'Agenzia Magnum di cui poi sarà anche Presidente, cercando per tutta la vita di inseguire gli istanti che compongono la narrazione della nostra storia. Senza mai perdere l'ironia, elemento fondamentale del suo linguaggio, in cui pose bizzare e un'insospettabile perfezione formale contribuiscono a definire il mondo. Nelle sue parole:

Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla

Da questa sua sterminata produzione, sono state estrapolate moltissime mostre, libri, cataloghi e ora il Forte di Bard, in Val d'Aosta, accoglie una nuova retrospettiva che propone il percorso professionale di Erwitt tra il 1948 e il 2005. 137 fotografie  suddivise in nove sezioni, tra bianco e nero e colore, raccontano visivamente la filosofia artistica di Erwitt: Beaches, Cities, Abstractions, Museum Watching, Dogs, Between the Sexes, Regarding Women, Kids, Personalities. Lui, l'artista, la spiega così:

Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato né analizzato

In mostra anche una video-intervista al fotografo registrata in esclusiva per il Forte di Bard nel suo studio di New York nel gennaio 2016, il cortometraggio Elliott Erwitt: I Bark at Dogs (2011) di Douglas Sloan e alcune immagini del progetto André Solidor.

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Elliott Erwitt Retrospective

a cura di Andréa Holzherr e Gabriele Accornero

 Forte di Bard, Aosta, fino al 13 novembre