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Dennis Hopper a Roma


Le fotografie dell’attore-regista-artista in mostra alla Gagosian Gallery romana

di Micol De Pas

Per conoscere Dennis Hopper bisogna arrivare alle sue parole. In particolare a quelle che ha utilizzato per presentare se stesso:

Questa è la storia di un uomo/bambino che decise di sviluppare i suoi cinque sensi e di vivere e fare esperienze piuttosto che limitarsi a leggere

A questo punto la mente va dritta a quel film che lo ha reso celebre, Easy Rider, ma anche alle atmosfera di quell'America, tra gli anni 60 e 70, in cui erano in corso cambiamenti sociali radicali e in cui tutto sembrava possibile. Dennis Hopper, naturalmente, non è solo l'attore di quel film che ha condizionato l'immaginario di intere generazioni, ma anche regista, artista e fotografo.

E ora la Gagosian Gallery presenta a Roma la prima grande mostra fotografica di Dennis Hopper, nell'ambito del festival della fotografia. Un percorso nel percorso per non perdere i capolavori più iconici.

Territori. Durante la sua ascesa hollywoodiana, Hopper comincia a catturare nei suoi scatti lo spirito ribelle che cominciava ad animare i territori tra Los Angeles, Harlem, Tijuana in Messico. 

Icone. Jane Fonda, Andy Warhol e John Wayne sono solo alcuni. In mostra, un centinaio di vintage prints firmate degli anni ‘60, tra cui i ritratti di artisti, attori e musicisti ormai leggendari e ripresi da Hopper con grande immediatezza: Claes Oldenburg appare ad una festa nuziale circondato da fette di torta impiattate, realizzate in gesso dall'artista per gli invitati; Andy Warhol, con indosso scuri occhiali da sole e una cravatta sottile, sorride nascondendosi dietro a un piccolo fiore, mentre Ed Ruscha è ritratto davanti all’insegna al neon di un negozio di elettrodomestici; in equilibrio su una scala, Robert Irwin indica il fotografo tenendo tra i denti una lampadina mentre i Grateful Dead mandano baci alla fotocamera.

Vita quotidiana. Si chiama Drugstore Camera la serie di foto che sono state scattate a Taos, New Mexico, dove Hopper decise di stabilirsi dopo la produzione di Easy Rider rimanendovi fino agli anni ’80, e luogo in cui ha scelto di essere sepolto. Il titolo della serie è un riferimento alle pellicole sviluppate nei laboratori istantanei che si trovavano nei drugstore americani, da lui utilizzate in questo lavoro. Gli scatti raccontano gli amici e i familiari di Hopper, tra le rovine e i paesaggi del deserto sconfinato; i nudi femminili in interni indefiniti; i viaggi “on the road” verso il natio Kansas; e le nature morte improvvisate con oggetti abbandonati. Uno sguardo molto interessante sull'epoca, arricchita da scatti fatti durante  festival culturali, momenti intimi e quotidiani in una sorta di rappresentazione dell'idealismo politico di quegli anni.

Sul grande schermo. A completare il ritratto di Hopper, proiezione di interviste e segmenti di alcuni dei suoi celebri film.

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SCRATCHING THE SURFACE: Photographs by Dennis Hopper

Gagosian Gallery di Roma, fino all'8 novembre 2014