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Le cose di casa, un libro sull’intimità domestica


Ovvero, cronache minime dagli elettrodomestici, firmate da Vittorio Marchis

di Micol De Pas

Abitare con le "cose" è  talmente connaturato allo spirito dell'uomo che ci accorgiamo di quante ne abbiamo accumulate solo in occasione di traslochi o di eventi traumatici che ci obbligano a "liberare" stanze o appartamenti. Succede dai tempi dell'Homo Habilis. Almeno così si legge nel libro Le cose di casa. Cronache minime di tecnologie domestiche di Vittorio Marchis, edito da Codice. Che si pone un obiettivo preciso:

Questo libro (...) vuole creare una mitologia moderna della tecnologia domestica

E se Roland Barthes aveva già svelato il carattere magico degli oggetti comuni di cui ci circondiamo nel suo Miti d'oggi, Marchis affronta storia e storie di lavatrici, aspirapolveri, forni, radio e persino sciacquoni nel suo catalogo ragionato della tecnologia casalinga. Per scoprire aneddoti, fatti veri e invenzioni fortuite (che poi si sono rivelate fondamentali nel semplificarci l'esistenza) delle nostre "cose", giocattoli compresi.

Ma non è tutto: Marchis entra nella vita più intima di ognuno di noi, per raccontarci qualcosa di universale. Le sue infatti non sono le case fredde e senza vita dei set fotografici, ma quelle realmente abitate. Capaci, quindi, di raccontare le vicende di tutti. Attraverso fotografie e analisi puntuali degli oggetti, ma anche scritti di Dacia Maraini e Italo Calvino e parole di canzoni, si srotola in queste pagine il tempo personale e collettivo della nostra epoca.

Vittorio Marchis, Le cose di casa. Cronache minime di tecnologie domestiche, Codice editore