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Trent’anni di street art colorano Catania


60 artisti tra Palazzo Platamone e le banchine del porto

di Luca Bergamin

 Erano graffitari di strada, adesso sono artisti da museo. In trent’anni il destino dei writer è cambiato radicalmente, come attesta la grande esposizione intitolata Codici Sorgenti che si svolge a Palazzo Platamone a Catania e, open air, sulle banchine del porto. Protagonisti sono i big mondiali che da pittori di murales un po’ ghettizzati, costretti all’anonimato, a nomi in codice, anche a nascondersi per non finire in carcere, hanno conquistato il favore delle gallerie di New York e Londra e delle griffe di moda, disposte a pagare cifre elevatissime per quelli che erano considerati murales vandalici. Gli italiani in mostra a Catania sono tanti, da Microbo a Moneyless, dal duo Sten Lex ad Agostino Iacurci sino a Eron, uno dei capostipiti di questa forma di espressione del disagio sociale, dei mali delle periferie, del fenomeno della globalizzazione.

Poco accademici, molto diretti ed efficaci sono i messaggi che hanno lanciato ad esempio Shepard Fairey, la cui immagine di Obama è stata determinante nel successo della prima campagna presidenziale per l’allore senatore nero di Chicaco: a Catania c’è la sua Peace.  La coppia ucraina - gli street artist amano lavorare insieme - Interesni Kazki propone un visionario, fantascientifico acrilico su tela dai colori pirotecnici e i simbolismi criptici, mentre gli inglesi The London Police confermano di essere stati assai rivoluzionari nel loro tentativo di rallegrare le strade delle periferie inglesi infestate dallo spaccio della droga.

Anche A-One, Dondi White, Doze Green sono stati tra i creatori più prolifici e interessanti di questo trentennio, alimentando un movimento creativo che da Harlem si è poi diffuso nel resto del mondo, trovando linfa in particolare nei paesi dell’Est Europeo dopo la caduta del comunismo e adesso in Grecia.

 A Vhils è stato affidato il compito di affrescare con la sua fantasia, il più grande dipinto murale del mondo  nel porto della città siciliana: l’artista porteghese ha raffigurato un uomo che scruta il mare e l’Etna col suo fascino e i suoi enigmi.

Codici Sorgenti, Palazzo Platamone

Catania, sino al 18 gennaio