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“Belligerent Eyes”, quando l’arte indaga il conflitto. Una mostra a Venezia


Analisi artistica e cinematografica alla Fondazione Prada

di Valentina Lonati

Quando l'esperienza di un professore converge con la creatività di uno studente, non potrebbe nascere collaborazione più feconda. È proprio questo il punto di partenza di Belligerent Eyes | 5K Confinement, il nuovo progetto di Fondazione Prada che negli spazi della sede veneziana di Ca' Corner della Regina riunirà docenti, intellettuali e alunni nell'intento di ridefinire il futuro delle arti visive e della produzione cinematografica.

Un'iniziativa che nasce dalla presa di coscienza forte, quasi spiazzante, che l'occhio del cinema contemporaneo si stia pian piano appannando, facendo perdere alle arti cinematografiche il proprio ruolo di lucido osservatore della società di oggi.

Ideato da Luigi Alberto Cippini in collaborazione con il regista Giovanni Fantoni Modena, Belligerent Eyes si propone come un nuovo prototipo di scuola cinematografica, con una serie di incontri che indagheranno trasversalmente la produzione contemporanea di immagini insieme a professionisti e studenti provenienti da tutto il mondo. Un laboratorio sperimentale che avrà l'obiettivo di realizzare un 5K Confinement, un nuovo medium che unisca gli strumenti già in esistenti per l'informazione e la comunicazione di massa.

Il programma del progetto, che partirà il 27 maggio e terminerà l'11 settembre 2016 in concomitanza con l'inizio della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è composto da sei fasi interdisciplinari, ognuna della durata di sette giorni e anticipata da una settimana di preparazione. Ogni sessione è monografica e vedrà alternarsi personalità di settori diversi, che affronteranno il tema della sperimentazione nel cinema attraverso la propria esperienza e il proprio ambito di ricerca.

Ad aprire il palinsesto di incontri e seminari saranno gli architetti e urbanisti John Palmesino e Ann-Sofi Rönnskog, che rifletteranno sui metodi di comunicazione contemporanea in relazione alla realtà infrastrutturale (Fase Uno, Transmission Compound: 27 – 31 maggio). A seguirli sarà l'artista Trevor Paglen, che esplorerà l'argomento del futuro della visione umana (Fase Due, Ex-Predator: 10 – 14 giugno). Il giornalista e filmmaker Mauricio Gris analizzerà poi il lessico che nasce dalle realtà conflittuali (Fase Tre, Hostility Media Depiction: 24 – 28 giugno), mentre il neuroscienzato Vittorio Gallese e l'attrice Stacy Martin (Nymphomaniac) analizzeranno lo studio delle arti drammatiche attraverso varie tecnologie visive che consentono lo scrutinio corporeo (Fase Quattro, Neuro-Aesthetical Regimes: 8 – 12 luglio). L'ultima fase, che si terrà dal 15 luglio al 28 agosto, affronterà invece il tema della censura insieme allo studio di progettazione multidisciplinare Display XXX.

Accanto alle sessioni interdisciplinari, saranno organizzati degli incontri diretti dall'economista e docente universitario Christian Marazzi, che avranno luogo ogni due venerdì (9 giugno, 24 giugno, 8 luglio, 2 settembre) e che rifletteranno insieme al pubblico sull'economia dell'immagine.

Alcuni incontri e seminari sono parzialmente aperti al pubblico (previa registrazione sul sito dell'iniziativa) e ne richiederanno la partecipazione attiva.