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Beach Boys, il mito al cinema e in un super cofanetto


Il biopic “Love&Mercy” nelle sale italiane e, 50 anni dopo, un cofanetto deluxe di “Pet Sounds”

di Gabriele Antonucci

Della produzione artistica dei Beach Boys viene data spesso una lettura un po’ superficiale, relegandola a musica di puro intrattenimento, divertente, ballabile ma in fondo effimera. Giudizi che sono parzialmente condivisibili se riferiti alle loro prime spensierate produzioni, ma che di certo non colgono la portata rivoluzionaria di Pet Sounds del 1966, autentica pietra miliari della musica del Novecento. Giudizi avvalorati da Paul McCartney, che cita God only knows come la più bella canzone d’amore mai scritta, e perfino da Leonard Bernstein, che considera Surf’s up la più importante composizione contemporanea.

Un disco frutto della genialità compositiva di Brian Wilson, indiscusso leader e fondatore del gruppo insieme ai fratelli minori Carl e Dennis, al cugino Mike Love e all’amico di sempre Al Jardine.

La storia dei Beach Boys, e in particolare quella di Brian, è affascinate, ricca di colpi di scena ed emblematica del sogno americano. Un’epopea nella quale si alternano trionfi, screzi, rovinose cadute personali e insperate resurrezioni umane e artistiche. Una storia tanto avvincente da diventare un biopic, Love & Mercy, che, a un anno dalla sua uscita in Usa, finalmente arriverà negli schermi italiani a partire dal 31 marzo. Il film, scritto da Oren Moverman e diretto da Bill Pohlad,  si concentra sulla vicenda umana di Brian Wilson, impersonato da Paul Dano per i primi anni di carriera e da John Cusack da adulto. La splendida Elizabeth Banks interpreta la moglie Melinda, mentre il pluripremiato Paul Giammatti è il discusso medico Eugene Landy.

Ma torniamo in California, nella cittadina di Hawthorne, all’inizio degli anni Sessanta. Un periodo in cui la musica si intrecciava indissolubilmente al mito del surf, non semplicemente uno sport ma un vero e proprio stile di vita, improntato sull’audacia e sulla libertà individuale. Fu Brian Wilson a fondare i Beach Boys. Dei cinque componenti originari dei Beach Boys, il solo Dennis aveva sfidato l’oceano con una tavola e fu proprio lui a ispirare l’idea di scrivere brani sul mondo del surf, canzoni caratterizzate da un’esuberanza quasi infantile e impreziosite dagli straordinari impasti vocali dei cinque componenti, che hanno diffuso in tutto il mondo il mito della eterna estate californiana, tra surf, amori balneari e falò sulla spiaggia.

A un ascolto più attento, però, la spensieratezza lasciava spazio a momenti di malinconia e di riflessione. La fine dell’estate, intesa come metafora della gioventù ormai prossima a sfiorire, è il fulcro del capolavoro Pet Sounds del 1966, da alcuni considerato il migliore album pop-rock di sempre. Un disco rivoluzionario e ambizioso, ideato, composto e arrangiato da un Brian Wilson in stato di grazia, che conteneva perle come God only knows, Wouldn’t be nice e Sloop John B. Un album forse troppo in anticipo per quei tempi, tanto che i discografici della Capitol lo osteggiarono apertamente e, una volta pubblicato, i risultati di vendite non furono all’altezza delle aspettative, salvo poi essere rivalutato negli anni successivi, tanto che Rolling Stone lo classifica al secondo posto tra i 500 migliori album di sempre, mentre Mojo al primo.

 Il 10 giugno, per celebrare i 50 anni del capolavoro dei Beach Boys, uscirà nei negozi in un elegante cofanetto di Pet Sounds con un libro fotografico ricco di note bio-discografiche, quattro CD e un Blu-Ray comprendente l’album in versione stereo, mono, strumentale e con mixaggio in 5.1 Surround in alta definizione, con in scaletta outtakes, mixaggi alternativi e registrazioni inedite dal vivo. La stessa tracklist caratterizzerà le edizioni deluxe in doppio CD e doppio vinile di 180 grammi, nel quali saranno inserite solo le versioni rimasterizzate in mono e in stereo del disco originale.

Paul McCartney ha più volte dichiarato di aver regalato una copia di Pet Sounds ai suoi figli nei momenti più delicati della loro vita. Un balsamo per l’anima che, a cinquant’anni dalla sua uscita, conserva intatti i suoi poteri taumaturgici.