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Art or Sound, Fondazione Prada alla Biennale di Architettura


Una mostra sul rapporto tra suono e arte, tra ospiti internazionali e performance musicali

di Marta Galli

Della fitta costellazione di eventi collaterali che ruotano attorno alla Biennale di Architettura di Venezia, questo era certamente quello atteso con somma aspettativa. La mostra Art or Sound ha inaugurato ieri a Ca’ Corner della Regina nell’edificio del XVIII secolo affacciato sul Canal Grande, sede veneziana della Fondazione Prada dal 2011.

Così come il tono generale di questa Biennale, piuttosto colta, il susseguirsi di ospiti è stato di architetti, artisti, direttori di musei o galleristi, praticamente assenti le star da rotocalco, e persino le archi-star, eccetto lui, naturalmente, il direttore di Fundamentals Rem Koolhaas, il quale alla definizione si è sempre sottratto. Oltre a Koolhaas, il direttore della Biennale d’Arte che verrà, nel 2015, il fascinoso Okwui Enwezor, ma anche il direttore del Tate Modern, Chris Dercon e Philip Rylands della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. Diversi gli artisti, alcuni presenti in mostra e altri in transito in laguna come l’ex enfant prodige Wolfgang Tillmans, Carsten Hoeller e Adrian Paci.

Tanto magniloquente l’allestimento, quanto piacevolmente sobria la serata, con minimal canapé e via libera al prosecco, tra signorine a guardia alle opere in adorabile tenuta da maestrina svizzera.

Va detto, la mostra, curata da Germano Celant, non è criptica come il titolo potrebbe far presagire, al contrario, le oltre cento opere che si assiepano sui due piani nobili (il secondo appena aperto al pubblico) costituiscono un felice percorso che dal 1520 ai giorni nostri riflette sull’intreccio tra arte e suono e le sinestesie tra linguaggi, offrendo anche diversi momenti di “interattività” allo spettatore.

Uno per tutti Numbers Runners di Laurie Anderson, una cabina telefonica modificata dove sollevando la cornetta del telefono si sente sia un messaggio registrato dall’artista che la propria voce restituita in ritardo di ¾ di secondo. E naturalmente c’è John Cage, anche con una composizione concepita durante un soggiorno italiano (partecipò al quiz televisivo Lascia o Raddoppia), gli artisti-musicisti come Christian Marclay (che risente dell’influenza di certe gabbie con uccellini cantori del Settecento) e un’archeologia di carillon, trombe zoomorfe e serpentoni acustici.

Quando un organo da fiera popolare di inizio XX secolo comincia a suonare, e gli automi sulla facciata si animano, strappa un sorriso a Miuccia Prada e ospiti, tra cui il collaboratore di lunga data Michael Rock, che ha contribuito alla mostra insieme a Frédéric Sanchez, sotto stucchi e soffitti affrescati che varrebbero da soli la visita. 

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Art or Sound

Fondazione Prada a Venezia fino al 7 giugno

Da giovedì 5 giugno a sabato 7 giugno si svolgeranno le seguenti performance musicali:
 
Tarek Atoui
THE METASTABLE CIRCUIT, 2012
Performer: Tarek Atoui
 
Bernard Baschet — François Baschet
CRISTAL, 1952 (1980)
Performer: Thomas Bloch
 
Riccardo Beretta
DONNERWETTER, 2011–12
Performer: Gabriele Rendina, Elio Marchesini
 
Ken Butler
HYBRID INSTRUMENTS, 1978–2002
Performer: Ken Butler
 
Pedro Reyes
DISARM, 2014
Performer: Massimo Benotto,
Stefano Mancini, Riccardo Santorel