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Art Kane il fotografo che ha messo a nudo i divi del rock


A Modena una mostra dedicata all’artista americano di origini ucraine che bazzicava le vie di Harlem

di Luca Bergamin

Bob Dylan è accovacciato e forse anche un po' imbronciato. Ma Art Kane riesce egualmente a cavarne uno scatto bellissimo. Come lo sono, emozionati, sorprendenti, anche simpatiche tutte le fotografie in mostra a Palazzo Santa Margherita di Modena.

Un'altra icona della musica internazionale sono stati gli Who, che l'artista idolo di Franco Fontana immortala mentre sono avvolti nell'Union Jack. Kane è abile nell'arte di capovolgere, raddoppiare la sua visionaria visione delle cose e degli spazi: la sua Piazza San Marco è un capolavoro di ottica, come del resto Cornwall Beach. Il bianco e nero fa il suo potente ingresso con una fotografia di gruppo posata ad Harlem quando non era di certo un quartiere multirazziale in cui si poteva passeggiare tranquillamente: i protagonisti di questa immagine sembrano però tutti felici, forse perché sanno che davanti all'obiettivo c'è un grande autore. E poi si tratta dei più grandi jazzisti del XX secolo!

Per le riviste patinate americane, Kane ha praticamente fotografato tutte le star della musica leggera, dai Rolling Stones ai Doors, da Sonny & Cher a Louis Armstrong. Però non si è accontentato dei grandi cachet che gli piovevano addosso: è sceso in strada a inseguire immagini capaci di trasmettere le tensioni sociali, gli ideali di quegli anni così importanti per la storia dell'uomo moderno. E, infatti, adesso il suo lavoro è meritoriamente rappresentato nelle collezioni permanenti del Museum of Modern Art e del Metropolitan. 

Anche la sua vita fu leggendaria: nato nel Bronx da genitori originari dell'Ucraina, nel 1925, combatte nella Seconda Guerra Mondiale, si laurea con lode alla Cooper Union, studia  alla New School con Richard Avedon, Irving Penn e Diane Arbus, diventando a 27  il più giovane art director della storia entrando alla rivista "Seventeen".

 In merito alla fotografia diceva:  “Amo l’aspetto ritualistico del mezzo, il senso embrionico di perdermi nella finestra magica del mirino, l’incredibile gratificazione di trovarmi nel tempio da me stesso creato".

Art Kane. Visionary

Palazzo Santa Margherita, Modena

Sino al 20 settembre