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Architettura Invisibile: Italia e Giappone tra gli anni 60 e 70


Una mostra sui movimenti Metabolisti e Radicali

di Micol De Pas

Un confronto tra l'italia e il Giappone attraverso due movimenti architettonici d'avanguardia, Metabolisti e Radicali. È il tema della mostra Architettura Invisibile, dal 19 gennaio visitabile a Roma, curata da Rita Elvira Adamo. Tre ragioni per visitarla.

- La storia. Sono trascorsi 50 anni dalla nascita dei due movimenti architettonici. Quello giapponese dei Metabolisti e quello italiano dei Radicali avevano, nella loro distanza geografica, una grande vicinanza concettuale: i temi indagati da entrambi i movimenti riguardavano il futuro, nel tentativo di ridefinire la società attraverso la tecnologia, i modelli abitativi e il controllo dell'ambiente in ambito progettuale. E in queste ricerche si sono misurati architetti oggi protagonisti della ricerca contemporanea, come Arata Isozaki, Kenzo Tange, Andrea Branzi e Massimo Morozzi.

- Ambiente, Tecnologia, Abitare. Tre temi che sono asaliti alla ribalta proprio in quelle ricerche, sviluppati in contesti storici, sociali e culturali molto diversi, ma sempre attraverso proposte spregiudicate e all'avanguardia, in quel territorio situato tra architettura e filosofia, dove il visibile si interseca con l'invisibile, tra la città reale e quella possibile. Attraverso lo studio comparato dei lavori dei Metabolisti e dei gruppi italiani Archizoom, Superstudio e Ufo, in mostra sono esposte affinità e differenze.

- Attualità. La parte conclusiva della mostra è incentrata su un lavoro realizzato dallo studio Analogique che contiene esperienze progettuali sviluppate negli ultimi anni tra il Giappone e l'Italia, interpretando gli stessi temi cari ai due movimenti avanguardisti.

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Architettura Invisibile

Museo Carlo Bilotti, Roma, 19 gennaio - 26 marzo