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Anton Corbjin, il fotografo della musica


A Berlino, una grande retrospettiva

di Micol De Pas

Quel ritratto di Miles Davis con le dita che gli coprono la bocca e parte del viso, per lasciare che gli occhi, penetranti come quelli di una pantera, buchino la pagina, fece in un attimo il giro del mondo per diventare un'icona. Era il 1985 quando a Montreal il fotografo olandese Anton Corbjin mise a punto quello scatto.

Iconico, certo, ma non solo per la potenza incorniciata nel volto del grande jazzista. Quel ritratto è il manifesto di una filosofia fotografica, una risposta - molto precisa - alla domanda: come si racconta un personaggio?

In questa direzione l'autodidatta olandese ha spinto il suo senso per la fotografia, puntando tutto sulla sincerità. O meglio, sull'incontro con il soggetto da fotografare. Nessun elemento patinato, nessun aggancio con la celebrità e nessun elemento, appunto, iconico. L'icona era lì, viva e presente davanti al suo obiettivo e il suo essere iconico era (è) strettamente connesso con il fatto di appartenere al genere umano. Persone, da ritrarre.

Et voilà: il mondo della musica, da quando esistono i ritratti firmati Anton Corbjin, si svela al pubblico. Così Tom Waits è prima di tutto un uomo che gioca con una pistola giocattolo, Bjork una bambina troppo grande che passeggia in uno scenario nordico (la città di Reykjavik) con una bambola tenuta per mano e i Nirvana giocano con uno sfondo gotico in bianco e nero.

Ma sono solo degli esempi di come l'occhio di questo fotografo cerchi di catturare l'anima dei suoi personaggi, possibilmente fotografati all'aperto, proprio per eliminare qualsiasi senso di artificio o di obbedienza alle leggi della società dell'immagine. Tanto che l'imperfezione (dettata anche dal mezzo, rigorosamente analogico) è diventata un marchio del "Corbjinismo".

A celebrare il suo lavoro, in occasione del 60esimo compleanno del fotografo C/O Berlin gli dedica una grande retrospettiva: oltre 600 scatti compongono la sua biografia professionale, dagli esordi agli ultimissimi capolavori. Suddivisa in due sezioni, Hollands Deep, che copre circa 40 anni di carriera e 1-2-3-4, una celebrazione del suo lavoro nel mondo della musica, con una serie di scatti mai visti prima, dei nomi come Rolling Stones, U2, Nirvana, The Slits, Nick Cave, Siouxsie Sioux, Arcade Fire, Tom Waits, REM, Metallica, Johnny Rotten, Depeche Mode and Herbert Grönemeyer. Accanto quelli che Anton definisce forgotten images: tra gli altri, Isaac Hayes, the Bee Gees, David Bowie, Joe Cocker, Johnny Cash, Grace Jones.

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Anton Corbjin. Retrospective

C/O Berlin

Berlino, dal 7 novembre al 31 gennaio 2016