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La fibra nuda


I fotomontaggi “superumani” di Angelo Musco

Di primo acchito le immagini di Angelo Musco , nato a Napoli nel 1973 ma residente a New York dal 1997, sembrano passaggi sotterranei, sottoboschi con tronchi massicci e radici intricate, nidi d'uccello o forse, ancora, tessuti umani visti al microscopio. Invece, avicinandosi e guardando con attenzione, ci si rende conto che si tratta di migliaia di corpi umani nudi, intrecciati a formare paesaggi surreali e visionari, architetture naturali colme di misticismo. E vengono in mente immagini arcaiche, antiche, miniature medievali, i bassorilievi dei portali delle cattedrali gotiche, i quadri di Bosch, le anime trasportate dal vortice infernale nel girone dei lussuriosi dell'Inferno dantesco.

L'idea alla base delle opere di Musco viene dalla sua biografia, dall’aver subito i danni fisici e psicologici di una nascita traumatica. Alla luce di questo appaiono chiari i riferimenti appunto alla nascita, al nido, all'uovo, al liquido amniotico, alla fecondazione.
La sua serie più recente, "Cortex", in cui i corpi si confondono con la corteccia degli alberi, è ora in mostra alla galleria Acte2 di Parigi (a partire dall'11 aprile). Mentre a Bruxelles c'è la possibilità di ammirare le sue opere all'interno di una mostra collettiva intitolata "Inner Journeys" da Maison Particulière , lo spazio espositivo dei collezionisti Amaury e Myriam de Solages (dal 18 aprile al 30 giugno).

Testo Silvia Anna Barrilà