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Andy Wahrol senza limiti al Museo di Arte Moderna di Parigi


Opere mai esposte in Europa e ritratti iconici in un’ampia retrospettiva da non perdere

di Luca Bergamin

Per la prima volta in assoluto, in questa esposizione dedicata a Andy Wahrol dal Museo di Arte Moderna della Città di Parigi, è possibile ammirare in Europa Shadows nella sua totalità, ovvero la serie di 107 serigrafie di 17 colori differenti che come tasselli di un domino si dispiegano uno dopo l'altro sino a raggiungere i 130 metri di lunghezza.

Questa multi-opera è la dimostrazione di come il genio newyorkese riuscisse a prendersi gioco, sovvertire le regole, le convenzioni, nonché  le dimensioni dell’arte al fine di creare una scenografia quasi teatrale. Tanto è vero che quando gli fu chiesto se questi pannelli avrebbero dovuto essere considerati oggetti degni di interesse artistico, Andy rispose con la sua consueta ironia che secondo lui erano più adatti per arredare una discoteca.

È così ricca la collezione di lavori esposti che è difficile scegliere un’opera prediletta tra gli Autoritratti del 1966 con le tre dita che sorreggono il mento di un Wahrol che sbuca pensoso da colori fluo, le scatole Brillo, gli sfondi in cui “pascolano” le Mucche, i fregi aventi Mao come soggetto, i fiori dai colori e gli effetti quasi psichedelici. Tanti sono anche i provini delle pellicole fotografiche. Intimi e ilari sono gli scatti presi alla Factory, ad esempio quello celeberrimo di Ugo Mulas che ritrae Wahrol insieme a Gerard Malanga e Philip Fagan circondati da tappeti floreali.

Ci sono certamente anche se le “sue” donne, da Jackie Kennedy a Marilyn Monroe, affascinanti, conturbanti, irraggiungibili. E c’è Wahrol alle prese con la macchina… da presa durante le riprese del film che sta girando nelle vie di Parigi.

Icona dell’arte moderna, riprodotto, copiato,  l’Andy Wahrol mostrato in questa camaleontica esposizione è ancora capace di regalare emozioni.

Wahrol Unlimited

Museo di Arte Moderna della Città di Parigi

Sino al 7 febbraio