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5 mostre da vedere a Parigi


I must-see show, imperdibili per chi sbarca a Parigi con l’occasione di Paris Photo.

di Marta Galli

Parigi dà appuntamento agli adepti della fotografia in questo periodo con Paris Photo al Grand Palais (12-15 novembre) che gli esperti del settore considerano un momento imprescindibile per rimanere aggiornati sulle tendenze dell’arte fotografica. Ma l’appuntamento imperdibile è anche quello con la città: in questa stagione offre una straordinaria selezione di esposizioni che da sole valgono un week end a Parigi. Eccone cinque.

Picasso-Mania al Grand Palais. Artista capitale la cui influenza si sente fortissima sino ai nostri giorni, Picasso ha avuto un impatto sulla cultura contemporanea che va ben oltre le arti visive. L’esposizione è decisamente ambiziosa ma non fallisce nel tracciare questo percorso d' "influenza" riunendo dipinti, film, pubblicità e grandissimi nomi come David Hockney, Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Jeff Koons, Jean-Luc Godard. Tra loro anche George Condo, che si concentra sul lato erotico del "maestro" con una quadreria rivelatoria. Fino al 29 febbraio 2016, www.grandpalais.fr

Ugo Rondinone “I  John Giorno” al Palais de Tokyo. Una retrospettiva flamboyant dedicata al grande poeta americano dal suo compagno di vita, l’artista Ugo Rondinone. "All’inizio degli Anni 60 ho avuto la possibilità di incontrare artisti come Andy Warhol, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, John Cage, Trisha Brown, Carolee Schneeman (...) e mi sono accorto che la poesia aveva 75 anni di ritardo su pittura, scultura, musica, danza". Così John Giorno compie la rivoluzione. Basti pensare a Dial a poem (1968): un paesaggio di suoni e voci che sgorga digitando il numero gratuito 08 00 106 106, per un concetto finalmente allargato di poesia. Fino al 10 gennaio 2016, www.palaisdetokyo.com

Philippe Halsman “Astonish me!” al Jeu de Paume (Concorde). È riuscito a far saltare tutti: dallo star system hollywoodiano ai sangue blu, da Marilyn Monroe a Wally Simpson e marito, il Duca di Windsor. È la serie più iconica (a cui Damiani dedica il libro Jump) del fotografo di origini ebree che a dispetto di una vita non sempre facile mostra verve e umorismo tanto nelle immagini quanto nelle parole, regalando perle di saggezza del tipo: “Consiglio spesso ai giovani fotografi di sposare la concorrenza, è la miglior maniera per vincerla”. Fino al 24 gennaio 2016, www.jeudepaume.org

Alex Prager alla Galerie des Galeries. Si ispira a Luis Bunuel o al duo inglese Powell & Pressburger, a William Eggleston e a Enrique Metinides, ma il lavoro della fotografa e filmmaker losagelina è assolutamente originale: messa in scena dal sapore hollywoodiano, la città di Los Angeles come fonte inesauribile d’ispirazione. Nulla è ritratto così com’è, tutto è ricostruito, a cominciare dalla luce. La mostra rivela i prop e il lavoro dietro le quinte di Alex Prager. Fino al 23 gennaio 2016, www.galeriedesgaleries.com

La mode retrouvée al Palais Galliera. Il guardaroba ritrovato (accessori, kimono, camicie da notte in mussola, assieme a fotografie, disegni di grandi sarti come Worth, Lanvin, Fortuny, Babany) è quello della contessa di Greffulhe,  si diceva fosse la più bella donna di Parigi, a cui Proust si ispirò per il personaggio di Oriane de Guermantes nella sua Recherche e di cui scrisse: “Tutti coloro che guardano la contessa rimangono affascinati da quegli occhi infiniti, pieni di luce e ombre…”. Fino al 20 marzo 2016, www.palaisgalliera.paris.fr