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5 mostre europee di novembre 2017


Il meglio dalle esposizioni europee delle prossime settimane, tra Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra e Svizzera

di Andrea Bressa

Di nuovo in viaggio alla ricerca del meglio dell'arte contemporanea fra i musei e le gallerie europee. Per il mese di novembre partiamo dalla Danimarca, a vedere i ritratti fotografici dell'olandese Rineke Dijkstra. Si passa poi in Francia, a Parigi, a dare un'occhiata ai lavori dell'artista indiana Nalini Malani. La terza tappa è a Berlino, dove è ospitata una mostra dedicata al minimalismo firmato da John Beech. A Birmingham, in Inghilterra, si può provare a riflettere sul concetto di tempo legato all'arte, con le opere di Sofia Hultén. Infine a San Gallo, in Svizzera, si può ammirare una nutrita collezione di opere dell'americana Marcia Hafif.

Rineke Dijkstra - The One and The Many. Louisiana Museum of Modern Art, Hulebaek, Danimarca. Interessante esposizione dedicata all'artista olandese Rineke Dijkstra, specializzata in fotografie e video che restituiscono originali ritratti delle persone. Il suo lavoro si concentra sul catturare l'identità, la dignità e la vulnerabilità dei soggetti immortalati, sottolineando il lato umano, senza sentimentalismi o indiscrezioni. Una ritrattistica che ricorda in qualche modo i grandi maestri dell'epoca d'oro olandese. Ciò che si trova al museo danese è un insieme di opere realizzate dalla Dijkstra in terra scandinava, una collezione realizzata da Louisiana in collaborazione con il museo Du Pont di Tilburg, in Olanda.
(Fino al 30 dicembre)

Nalini Malani: La rebellion des morts, rétrospective 1969-2018. Centre Pompidou, Parigi. Al Centro Georges Pompidou di Parigi è ospitata una retrospettiva dedicata all'opera dell'artista indiana Nalini Malani, organizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli. Malani (classe 1948) ha raggiunto notorietà grazie ai suoi lavori video, con i quali ha tentato di mettere in mostra miti, immagini popolari e stereotipi culturali allo scopo di denunciare lo sfruttamento del popolo attraverso le ideologie. Negli anni ha collaborato anche con altri intellettuali e artisti (sociologi, antropologi, attrici, ballerine e registe teatrali) sperimentando forme interdisciplinari nell'esplorazione dei temi politici e umani a lei cari. Al Pompidou si trovano lavori che partono dal '69 fino ai giorni nostri, fra cui alcune inedite pellicole in bianco e nero da 16 millimetri recentemente riscoperte, risalenti al periodo '69-'76.
(Fino all'8 gennaio 2018)

John Beech, Daniel Marzona, Berlino. è un artista nato nel 1964 a Winchester, in Gran Bretagna, ma vive e lavora da anni a New York. Le sue opere contemplano diverse modalità espressive: stampe, fotografie, dipinti e sculture. Il leit motiv è caratterizzato dall'uso di materiali poveri, di scarto, come legno compensato, bulloni e dadi, tappetini di gomma, colle industriali. La cifra stilistica sta nella capacità di combinare tali elementi in delicate opere d'arte minimalista urbana, come quelle presentate all'esposizione di Berlino.
(Fino al 6 gennaio 2018)

Sofia Hultén: Here's the Answer, Waht's the question?. Ikon Gallery, Birmingham, Inghilterra. Alla galleria Ikon di Birmingham si può ammirare la più completa raccolta di sculture, installazioni e video dell'artista berlinese Sofia Hultén. Nella sua visione il tempo è una componente fondamentale nella comprensione ed elaborazione della realtà e degli oggetti che ci circondano. Tale pensiero è tradotto in opere che sovvertono le regole temporali, mescolando il prima e il dopo, proponendo all'osservatore un gioco di percezioni dall'effetto straniante.
(Fino al 26 novembre)

Marcia Hafif. Kunstmuseum St. Gallen, San Gallo, Svizzera. A partire dagli anni Sessanta, l'artista americana Marcia Hafif ha realizzato un numero impressionante di opere votate all'esplorazione delle possibilità comunicative di colori e forme. Un aspetto peculiare dei suoi dipinti è l'utilizzo prettamente sperimentale delle vernici e delle superfici su cui vengono utilizzate. Celebre ed esaustiva una sua frase: "Stavo sperimentando. Senza sapere dove stessi andando". A San Gallo vengono presentate alcune delle sue opere più significative, che creano una sorta di biografia artistica di Marcia Hafif.
(Fino al 14 gennaio 2018)