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4 libri di fotografia dedicati all’architettura


Luoghi, edifici, abitazioni e modi di vivere e vedere il mondo, attraverso la lente delle fotografia

di Andrea Bressa

Forma, stile, luci ed ombre, materiali ed edifici che diventano luoghi, spazi e talvolta totem che veicolano concetti, messaggi o precisi intenti artistici. Tutto questo è il frutto del lavoro degli architetti, che siano grandi nomi o sconosciuti professionisti. Opere che si ammirano (o si sfruttano) dal vivo, ma che possono passare anche attraverso la lente della fotografia, in modo più o meno neutrale. Attraverso questo sguardo si possono spesso trovare nuove prospettive e interessanti chiavi di lettura, che non snaturano mai però l'essenza della funzione o dello scopo originale dell'architetto.

Per comprendere meglio questo concetto, abbiamo selezionato quattro libri fotografici dedicati in modi diversi all'architettura, tra i più belli e interessanti.

“100 contemporary houses”, di Philip Jodidio
Una casa privata può essere per certi versi l'immagine fisica dello spirito, delle emozioni e del modo di vivere di chi la abita. La sfida dell'architetto sta proprio nel saper esprimere l'essenza della persona o delle persone che vi risiederanno. In questo volume sono raccolte cento tra le case più interessanti e all'avanguardia costruite negli ultimi dieci anni in giro per il mondo. La lista degli architetti comprende sia grandi nomi ormai affermati, sia professionisti emergenti. Tra gli autori John Pawson, Richard Meier, Shgeru Ban, Tadao Ando e molti altri. (Edito da Taschen)

“Ljubodrag Andric. Works 2008-2016”, AA. VV.
Fotografia e architettura si fondono per creare un linguaggio originale. È il frutto di questa selezione di foto di Ljubodrag Andric, realizzate dal 2008 a oggi, che hanno per protagonisti paesaggi, muri, edifici, ripresi come spazi neutri. La mancanza della figura umana, combinata a un impianto formale che premia l'astrazione geometrica e materica, contribuiscono ad eliminare la narrazione legata al reale, trasmettendo concetti come il limite, il vuoto e l'assenza. Il libro è arricchito da un saggio introduttivo di Demetrio Paparoni (che lo ha curato), una conversazione di Andric con William A. Ewing e testi di Barry Schwabsky, Philip Tinari e Aldo Nove. (Edito da Skira)

“Neutra”, di Peter Gossel e Barbara Lamprech
L'architetto austriaco Richard Neutra (1872 – 1970) è stato uno di più importanti esponenti del cosiddetto Stile Internazionale. Trasferitosi nel 1923 da Vienna a Los Angeles, collaborò con Frank Lloyd Wright, Rudolf Chindler e Martin Roche. Nei suoi lavori, molti dei quali raccolti nelle affascinanti fotografie in bianco e nero di questo volume, interno ed esterno si armonizzano in senso modernista, con superfici lisce perfette per riflettere il sole californiano e grandi vetrate affacciate su panoramiche di oceano, monti e giardini. Un'attitudine scenografica che tentava di fondere arte, paesaggio e comfort, molto spesso chiedendo agli stessi suoi clienti di rispondere a questionari realizzati appositamente per comprendere le loro esigenze più particolari. (Edito da Taschen)

“Mario Bellini. USA 1972”, di Mario Bellini, Mario Calabresi, Gianluigi Ricuperati
Nel 1972 l'architetto e designer italiano Mario Bellini partecipò a una storica mostra del MoMA di New York intitolata “Italy, the New Domestic Landscape”, a seguito della quale intraprese un viaggio alla scoperta del modo di abitare statunitense, catturando tutto in numerose immagini raccolte in questo volume. L'occhio dell'architetto puntato su iconici spazi abitativi, come lo studio di Andy Warhol nella Grande Mela, le ville di Beverly Hills, alcune occupate da hippie, ma anche la Mansion di Hugh Hefner a Chicago o le case dei mormoni di Salt Lake City. Assieme alle fotografie, nel libro si trovano anche testi dello stesso Bellini, di Mario Calabresi e Gianluigi Ricuperati.  (Edito da Humboldt)