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Ultima mostra al MAAXI di Roma: Bellissima


Curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, ripercorre i vent’anni che fecero grande l’Italia della moda

di Giuliana Matarrese

Vent'anni d'oro, che hanno forgiato quello che poi sarebbe passato alla storia come "stile italiano", fatto di alta moda, ma non solo. Un periodo chiave per lo sviluppo dell'italianità così come la conosciamo oggi, esplorato da Bellissima: L'Italia dell'Alta Moda 1945-1968, dal 2 dicembre al 3 maggio 2015al MAAXI di Roma

L'esposizione, curata da Maria Luisa Frisa, Stefano Tonchi e Anna Mattirolo, con Bulgari come main partner, si avvale dell'aiuto degli abiti d'epoca, apparsi sulle riviste per signore, come si chiamavano allora, o semplicemente divenuti iconici, come il Pretino, modello dall'ispirazione cardinalizia creato dalle sorelle Fontana per Ava Gardner e poi ripreso dalla giunonica Anita Ekberg per La Dolce Vita di Fellini.
Veri protagonisti della mostra, gli abiti sono testimoni non solo dell'avvicendarsi delle tendenze, ma anche dell'evoluzione culturale del bel paese, dai modelli di inizio anni sessanta di Irene Galtzine, che con il suo pigiama palazzo vestì Jackie Kennedy, a quelli sul finire dello stesso decennio, creati da Fausto Sarli per Mina, indossati dalla cantante durante lo show televisivo Studio Uno. Per questo motivo ad essi sono affiancate opere d'arte dell'epoca, che portano le firme di Alberto Burri, Lucio Fontana, Paolo Scheggi e Getulio Alviani. I gioielli e gli accessori sono invece firmati, oltre che da Bulgari, con i suoi leggendari serpenti in oro degli anni cinquanta, da Coppola e Toppo, Gucci, Ferragamo e Fragiacomo, questi ultimi due tra i più rinomati artigiani della calzatura dell'epoca, i cui modelli sono oggi esposti al MOMA di New York. 

L'arte sposerà la moda il giorno dell'inaugurazione della mostra, con una performance dell'artista Vanessa Beecroft, VB74, che rifletterà sul tema dell'identità femminile, e dei rituali dell'essere e dell'apparire, coinvolgendo il pubblico.

Una mostra, questa, che si definisce come storica soprattutto perché è la prima nel nostro paese dedicata principalmente alla moda, e che ribadisce la fascinazione che non solo i designer italiani provano, anche quest'inverno, per una certa idea di eleganza e glamour, la cui genesi è proprio ritrovabile in quegli anni. Per questa stagione, da Christian Dior a Vionnet, infatti, gli abiti da sera come quelli da giorno hanno delle linee decise e femminili, dai vestiti con il corpetto e la gonna a matita di inizio anni Cinquanta alle ariose gonne a corolla, passando per capispalla scenografici e vestiti da sera monospalla con spacchi raffinati e seducenti. A registrare le tendenze, sono le nuance cromatiche: non più pastellati accesi e romantici, ma colori ombrosi, spenti, a conferire un alone di misteriosa sensualità, per uno stile consapevole, privo di nostalgia e senza tempo, e per questo, estremamente moderno.