Questo sito contribuisce alla audience di panorama

È morta Krizia: si spegne la stilista italiana


L’amore per il design, l’uso di materiali inediti, una visione avanguardista della moda come architettura: chi era Mariuccia Mandelli, in arte Krizia

di Giuliana Matarrese

Si è spenta ieri nella sua casa di Milano, accanto a lei il compagno di una vita, il marito Aldo Pinto, Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, o, come la chiamavano gli americani, Crazy Krizia.

Una personalità decisa, quella della stilista nata a Bergamo nel 1925, che ha superato i confini nazionali, ed è stata riconosciuta nel mondo come paladina di un'avanguardia modernista nella moda, dagli anni settanta in poi.

Ed in effetti a ben guardare, Mariuccia Mandelli è stata un'antesignana in molti ambiti dell'attuale fashion system, rompendo molti schemi e inaugurando con grande anticipo numerose tendenze.

In Italia, ad esempio è stata la prima, nel 1971, a far indossare alle sue modelle gli hot pants, in un decennio nel quale le misure si dividevano tra le minigonne di Mary Quant degli anni sessanta, e i maxi vestiti che poi avrebbero costituito parte integrante del vocabolario stilistico degli anni settanta.

Convinta sostenitrice di una moda che si propone come sorella minore dell'architettura, ha utilizzato negli anni materiali inediti come gomma, anguilla, sughero, e sperimentato forme e volumi inusuali, tanto da essere la prima donna, in un mondo di solito dominato dall'altra metà del cielo, a ricevere nel 1964 a Palazzo Pitti il premio Critica della moda, prima di lei assegnato solo al marchese Emilio Pucci. Una fama che presto ha superato i confini italiani, tanto da ricevere l'invito del MIT di Cambridge insieme ad altri sette stilisti internazionali, all'apertura della mostra "Intimate architecture: contemporany clothing design. 

Commendatore della Repubblica Italiana dal 1986 insieme ad Armani, Ferrè, Valentino e Versace, ha prima di tutti intuito il potere del branding, del marchio concepito non solo come una linea di abbigliamento, ma una filosofia di vita, tanto da aprire nel finale degli anni ottanta il K Club, resort in pieno stile Krizia sull'isola di Barbuda, per anni meta dei reali inglesi. Un sistema oggi di sicuro successo, come dimostrano i bar e i ristoranti di Armani, o le estensioni di linea che sfociano nell'interior design di molti marchi, da Missoni a Hermès passando per Etro e Versace. 

Si sprecano le retrospettive a lei dedicate, da quella del 1995 alla Triennale di Milano, per celebrarne i quarant'anni di attività a Krizia, alla mostra del 1999 della New York University, che per lei ha aperto per la prima volta le porte della Grey Art Gallery, facendo disegnare le scenografie a Dante Ferretti. Nel mezzo, l'Oriente, che l'ha festeggiata a Tokyo nel 2001 con Krizia Moving Shapes e che, solo l'anno scorso con la società cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion ne ha acquisito la proprietà, impegnandosi in un grosso progetto di rilancio di un brand un po' appannato nell'ultimo decennio e travolto da problemi finanziari. 

Altra sua intuizione, forse quella più brillante di tutte, l'apertura nel 1984 dello spazio polifunzionale a Palazzetto Melzi D'Eril a Milano, acquistato dalla Montecatini, rinominato come Teatro Krizia: un luogo adatto non solo alle sfilate del marchio, ma anche per incontri, presentazioni ed eventi culturali che hanno visto protagonisti nel corso degli anni personaggi come Dario Fo ed Ettore Sottsass. Una dichiarazione di intenti di una moda che diviene sempre più spesso punto di riferimento culturale, che celebra se stessa ma anche l'arte da cui si fa ispirare, un teorema che ha portato solo l'anno scorso all'apertura di grandi spazi culturali ad opera di alcuni dei più noti marchi italiani, dal Silos di Armani alla Fondazione Prada.

Una visione, la sua, avanguardistica, che non ha mai smesso di posizionarsi oltre, pur avendo le sue radici in un passato remoto, quello dell'ultimo Dialogo di Platone incentrato sulla Vanità, testo dal quale Krizia prende il nome, e che tutti ora, nel giorno nel quale si spegne Mariuccia Mandelli, sperano veda nuova luce.