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Cannes 2014: Marion Cotillard, diva sofisticata ma ribelle


Sul red carpet per il nuovo film dei fratelli Dardenne, l’attrice francese continua a non sentirsi né bella né brava. Ma non è molto credibile

di Andrea D’Addio

“Non penso di essere sofisticata, o almeno non credo di esserne cosciente”. Difficile credere a Marion Cottillard soprattutto dopo aver visto le foto dell’ultima campagna di lancio delle borse Dior di cui è testimonial. Il suo fascino, così elegamente francese, non potrebbe essere più originale e, per l’appunto, “sofisticato”. Alla sua modestia, sincera o meno, siamo comunque abituati. Nonostante il premio Oscar 2008 per l’intrepretazione di Edith Piaf in La vie en rose, l’attrice trentottenne parigina durante le interviste spesso ripete lo stesso concetto, ovvero di come si sorprenda a poter lavorare con registi così celebri a cui un tempo si sarebbe accontentata di stringere la mano.

Chissà se in questo gruppo di cineasti compaiono anche i fratelli Dardenne, coloro che l’hanno voluta per Deux jours, une nuit, presentato in questi giorni al Festival di Cannes con la speranza di conquistare quella Palma d’Oro già vinta due volte in passato (per Rosetta nel 1999 e l’Enfant nel 2005) e dei quali ha detto: "Lavorare con i Dardenne? Un sogno diventato realtà".


Ma Marion Cotillard non è solo moda e cinema. È anche una delle maggiori sostenitrici di Greepeace. Lo scorso novembre protestò a Parigi a favore dei 28 arrestati in Russia da due mesi dopo essersi opposti all’installazione di una piattaforma petrolifera artica gestita da Gazprom. Con cappellino blu, sciarpa e cappotto, a suo modo un outfit casual-vintage, si è simbolicamente imprigionata in strada all'interno di una finta cella assieme a un gruppo di altri manifestanti tenendo in mano una piccola lavagna con la scritta: “I’m a climate defender” (Difendo il clima). Forse non arriverà mai a sostenere posizioni forti come quella di Brigitte Bardot contro le pellicce, ma il dna è quello.

Nel frattempo la sua vita continua come una fiaba. Un marito bello e famoso (Guillaume Canet), un bambino di tre anni e una carriera che non potrebbe essere più lanciata sia in Europa che negli Stati Uniti. Come lei stessa affermò una volta, le piace sognare.

E quando mi sveglio nel mezzo della notte interrompendo un bel sogno, mi rimetto subito a dormire per cercare di finire la storia