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Steve McCurry, anima e colore


Viaggio intorno alla donna: chi è il fotografo del nuovo Calendario Pirelli.

Anima e colore; sono questi i segni caratteristici delle immagini di Steve McCurry, il grande fotografo e fotoreporter chiamato da Pirelli a dare corpo (letteralmente) al Calendario 2013. E così, forte della propria particolare esperienza, McCurry ha messo in luce nuove sfaccettature del femminile, al di là dunque del côté immediatamente sensuale. Non per nulla, e coerentemente con i lavori di McCurry nei luoghi più afflitti del pianeta, le modelle scelte per il Calendario sostengono in forme diverse Ong e fondazioni umanitarie. Filantropia, dunque, che nella sua declinazione al femminile evoca la cura della vita, e la maternità: ecco dunque, tra le protagoniste del Pirelli di McCurry, un'Adriana Lima all'ottavo mese di gravidanza...

Nato a Philadelphia 62 anni fa, Steve McCurry si laurea nella locale facoltà di Arte e Architettura, poi lavora a un quotidiano per due anni e parte finalmente come freelance per l'India. È lì che impara i tempi del guardare: "Se sapete aspettare", dice, "le persone si dimenticheranno della vostra macchina fotografica e il loro animo più profondo si mostrerà”.

L'inizio della sua carriera risale al 1979 quando, varcata la frontiera pakistana, si addentra nel territorio afghano controllato dai mujaheddin. Gli scatti realizzati in quell'occasione gli valgono la prestigiosa Robert Capa Gold Medal, primo di numerosi premi tra cui il Magazine Photographer e quattro primi premi al World Press Photo. Nel 1986 entra a far parte dell’agenzia Magnum.

La sua foto della “Ragazza afgana ” è l'immagine più riconosciuta nella storia del National Geographic.

Steve McCurry compie con il proprio lavoro una sorta di “viaggio intorno all’uomo” (titolo della mostra in corso a Genova presso il Palazzo Ducale): è un antropologo della fotografia. Non ha mai documentato un popolo senza prima averne conosciuto di persona i costumi, trasformando così, spesso, i suoi scatti in opere di denuncia. “La maggior parte delle mie immagini sono di persone. Cerco di trasmettere ciò che quella persona può essere, una persona sensibile in un contesto più ampio, che potremmo chiamare condizione umana”. Un approccio che, applicato al Pirelli, ha dato risultati soprendenti.

Testo Paola Corapi